“Servono lavoro e federalismo”

Autunno in arrivo con tanti problemi. Anche per il territorio comunale di Mira. A spiegarli è direttamente il sindaco Michele Carpinetti con una analisi della situazione che denuncia ancora una volta l’assenza di fondi per gli enti locali. Il sindaco del più popoloso comune della Riviera pone l’accento anche sul tema della crisi economica. Ma andiamo per capitoli. Il lavoro. “La crisi che nei primi mesi di quest’anno si è acuita, ha determinato la perdita di posti di lavoro — dice Carpinetti — e la fila alla porta dei servizi sociali. Porto Marghera sembra non avere più prospettive e tante piccole e medie imprese che lavoravano con la pubblica amministrazione sono penalizzate dal blocco dei lavori pubblici per assenza di fondi. In questo contesto urge creare posti di lavoro, guardare alle produzioni più innovative, attivare accordi tra pubblica amministrazione e settore finanziario per garantire la ripresa di alcune opere pubbliche. Dare vita, insomma, a un patto con le categorie economiche per favorire lo sviluppo e la rete dei servizi necessaria. Un percorso, che non può avvenire comune per comune, ma all’interno di un vero sistema produttivo d’area, che intercetti anche i finanziamenti europei legati allo sviluppo delle produzioni locali e del turismo. Su questo obiettivo, la Regione e la Provincia devono essere i nostri interlocutori, ma soprattutto occorre armonizzare i nostri Piani Urbanistici“. La Sanità. “È indubbio – dice – che è la Regione a dirci cosa ha in mente per gli ospedali di Dolo, Mirano e Noale. Ma un conto è programmare, un conto è far morire la qualità sanitaria in quest’area per ‘asfissia da risorse’. Tagliare dieci milioni di euro entro dicembre significa andare verso un crinale che porterà la dequalificazione dei servizi oggi erogati. Vogliamo certezza e chiarezza sulle scelte. Non è questione di Dolo o Mirano, ma di qualità dell’assistenza sanitaria e sociale che la struttura medica e paramedica oggi è in grado di fornire. Quindi stesse risorse delle altre Ulss, investimenti per la messa a norma e ampliamento degli ospedali, estensione dei Servizi nel territorio, risorse per l’assistenza agli anziani e ai disabili, mantenimento delle eccellenze. La nostra parte per riorganizzare e ottimizzare i servizi l’abbiamo fatta in questi mesi, ora la Regione faccia la sua per toglierci dalla lista delle Ulss di serie B quanto a stanziamenti, poiché come qualità siamo e vogliamo rimanere in serie A“. Anche la partita delle infrastrutture è importante per il sindaco. “Bisogna evitare – dice – che si ripeta la “storia” del Passante, con l’infrastruttura inserita in Legge Obiettivo come opera strategica nazionale senza concordare le opere contestuali di compensazione, di servizio, di mitigazione per i nostri centri urbani. Occorre un ragionamento unitario su tutte le infrastrutture e sul modello di sviluppo che vogliamo per la nostra area, aprendo un confronto con Regione e Provincia su quelle che sono già oggi le criticità della viabilità e del traffico, della riqualificazione del territorio, dell’inquinamento ambientale“. Come Riviera e Miranese per il sindaco bisogna formulare “proposte a garanzia delle nostre Comunità ma anche per governare lo sviluppo e favorire la sostenibilità. Non abbiamo paura preconcetta dei progetti, ma vogliamo contare nel loro miglioramento in quanto amministratori che conoscono il loro territorio e le sue esigenze“. Critiche infine sul Federalismo. “Su questo – conclude – occorre che i sindaci siano uniti fino alla fine, quando sarà verificabile se il federalismo che ha impostato questo Governo riesce ad invertire la rotta degli ultimi due anni, dove i trasferimenti e le risorse sono stati ridotti del 30%“.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

Lascia un commento

“Servono lavoro e federalismo”

Autunno in arrivo con tanti problemi. Anche per il territorio comunale di Mira. A spiegarli è direttamente il sindaco Michele Carpinetti con una analisi della situazione che denuncia ancora una volta l’assenza di fondi per gli enti locali. Il sindaco del più popoloso comune della Riviera pone l’accento anche sul tema della crisi economica. Ma andiamo per capitoli. Il lavoro. “La crisi che nei primi mesi di quest’anno si è acuita, ha determinato la perdita di posti di lavoro — dice Carpinetti — e la fila alla porta dei servizi sociali. Porto Marghera sembra non avere più prospettive e tante piccole e medie imprese che lavoravano con la pubblica amministrazione sono penalizzate dal blocco dei lavori pubblici per assenza di fondi. In questo contesto urge creare posti di lavoro, guardare alle produzioni più innovative, attivare accordi tra pubblica amministrazione e settore finanziario per garantire la ripresa di alcune opere pubbliche. Dare vita, insomma, a un patto con le categorie economiche per favorire lo sviluppo e la rete dei servizi necessaria. Un percorso, che non può avvenire comune per comune, ma all’interno di un vero sistema produttivo d’area, che intercetti anche i finanziamenti europei legati allo sviluppo delle produzioni locali e del turismo. Su questo obiettivo, la Regione e la Provincia devono essere i nostri interlocutori, ma soprattutto occorre armonizzare i nostri Piani Urbanistici“. La Sanità. “È indubbio – dice – che è la Regione a dirci cosa ha in mente per gli ospedali di Dolo, Mirano e Noale. Ma un conto è programmare, un conto è far morire la qualità sanitaria in quest’area per ‘asfissia da risorse’. Tagliare dieci milioni di euro entro dicembre significa andare verso un crinale che porterà la dequalificazione dei servizi oggi erogati. Vogliamo certezza e chiarezza sulle scelte. Non è questione di Dolo o Mirano, ma di qualità dell’assistenza sanitaria e sociale che la struttura medica e paramedica oggi è in grado di fornire. Quindi stesse risorse delle altre Ulss, investimenti per la messa a norma e ampliamento degli ospedali, estensione dei Servizi nel territorio, risorse per l’assistenza agli anziani e ai disabili, mantenimento delle eccellenze. La nostra parte per riorganizzare e ottimizzare i servizi l’abbiamo fatta in questi mesi, ora la Regione faccia la sua per toglierci dalla lista delle Ulss di serie B quanto a stanziamenti, poiché come qualità siamo e vogliamo rimanere in serie A“. Anche la partita delle infrastrutture è importante per il sindaco. “Bisogna evitare – dice – che si ripeta la “storia” del Passante, con l’infrastruttura inserita in Legge Obiettivo come opera strategica nazionale senza concordare le opere contestuali di compensazione, di servizio, di mitigazione per i nostri centri urbani. Occorre un ragionamento unitario su tutte le infrastrutture e sul modello di sviluppo che vogliamo per la nostra area, aprendo un confronto con Regione e Provincia su quelle che sono già oggi le criticità della viabilità e del traffico, della riqualificazione del territorio, dell’inquinamento ambientale“. Come Riviera e Miranese per il sindaco bisogna formulare “proposte a garanzia delle nostre Comunità ma anche per governare lo sviluppo e favorire la sostenibilità. Non abbiamo paura preconcetta dei progetti, ma vogliamo contare nel loro miglioramento in quanto amministratori che conoscono il loro territorio e le sue esigenze“. Critiche infine sul Federalismo. “Su questo – conclude – occorre che i sindaci siano uniti fino alla fine, quando sarà verificabile se il federalismo che ha impostato questo Governo riesce ad invertire la rotta degli ultimi due anni, dove i trasferimenti e le risorse sono stati ridotti del 30%“.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

Lascia un commento

“Servono lavoro e federalismo”

Autunno in arrivo con tanti problemi. Anche per il territorio comunale di Mira. A spiegarli è direttamente il sindaco Michele Carpinetti con una analisi della situazione che denuncia ancora una volta l’assenza di fondi per gli enti locali. Il sindaco del più popoloso comune della Riviera pone l’accento anche sul tema della crisi economica. Ma andiamo per capitoli. Il lavoro. “La crisi che nei primi mesi di quest’anno si è acuita, ha determinato la perdita di posti di lavoro — dice Carpinetti — e la fila alla porta dei servizi sociali. Porto Marghera sembra non avere più prospettive e tante piccole e medie imprese che lavoravano con la pubblica amministrazione sono penalizzate dal blocco dei lavori pubblici per assenza di fondi. In questo contesto urge creare posti di lavoro, guardare alle produzioni più innovative, attivare accordi tra pubblica amministrazione e settore finanziario per garantire la ripresa di alcune opere pubbliche. Dare vita, insomma, a un patto con le categorie economiche per favorire lo sviluppo e la rete dei servizi necessaria. Un percorso, che non può avvenire comune per comune, ma all’interno di un vero sistema produttivo d’area, che intercetti anche i finanziamenti europei legati allo sviluppo delle produzioni locali e del turismo. Su questo obiettivo, la Regione e la Provincia devono essere i nostri interlocutori, ma soprattutto occorre armonizzare i nostri Piani Urbanistici“. La Sanità. “È indubbio – dice – che è la Regione a dirci cosa ha in mente per gli ospedali di Dolo, Mirano e Noale. Ma un conto è programmare, un conto è far morire la qualità sanitaria in quest’area per ‘asfissia da risorse’. Tagliare dieci milioni di euro entro dicembre significa andare verso un crinale che porterà la dequalificazione dei servizi oggi erogati. Vogliamo certezza e chiarezza sulle scelte. Non è questione di Dolo o Mirano, ma di qualità dell’assistenza sanitaria e sociale che la struttura medica e paramedica oggi è in grado di fornire. Quindi stesse risorse delle altre Ulss, investimenti per la messa a norma e ampliamento degli ospedali, estensione dei Servizi nel territorio, risorse per l’assistenza agli anziani e ai disabili, mantenimento delle eccellenze. La nostra parte per riorganizzare e ottimizzare i servizi l’abbiamo fatta in questi mesi, ora la Regione faccia la sua per toglierci dalla lista delle Ulss di serie B quanto a stanziamenti, poiché come qualità siamo e vogliamo rimanere in serie A“. Anche la partita delle infrastrutture è importante per il sindaco. “Bisogna evitare – dice – che si ripeta la “storia” del Passante, con l’infrastruttura inserita in Legge Obiettivo come opera strategica nazionale senza concordare le opere contestuali di compensazione, di servizio, di mitigazione per i nostri centri urbani. Occorre un ragionamento unitario su tutte le infrastrutture e sul modello di sviluppo che vogliamo per la nostra area, aprendo un confronto con Regione e Provincia su quelle che sono già oggi le criticità della viabilità e del traffico, della riqualificazione del territorio, dell’inquinamento ambientale“. Come Riviera e Miranese per il sindaco bisogna formulare “proposte a garanzia delle nostre Comunità ma anche per governare lo sviluppo e favorire la sostenibilità. Non abbiamo paura preconcetta dei progetti, ma vogliamo contare nel loro miglioramento in quanto amministratori che conoscono il loro territorio e le sue esigenze“. Critiche infine sul Federalismo. “Su questo – conclude – occorre che i sindaci siano uniti fino alla fine, quando sarà verificabile se il federalismo che ha impostato questo Governo riesce ad invertire la rotta degli ultimi due anni, dove i trasferimenti e le risorse sono stati ridotti del 30%“.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

Lascia un commento

“Servono lavoro e federalismo”

Autunno in arrivo con tanti problemi. Anche per il territorio comunale di Mira. A spiegarli è direttamente il sindaco Michele Carpinetti con una analisi della situazione che denuncia ancora una volta l’assenza di fondi per gli enti locali. Il sindaco del più popoloso comune della Riviera pone l’accento anche sul tema della crisi economica. Ma andiamo per capitoli. Il lavoro. “La crisi che nei primi mesi di quest’anno si è acuita, ha determinato la perdita di posti di lavoro — dice Carpinetti — e la fila alla porta dei servizi sociali. Porto Marghera sembra non avere più prospettive e tante piccole e medie imprese che lavoravano con la pubblica amministrazione sono penalizzate dal blocco dei lavori pubblici per assenza di fondi. In questo contesto urge creare posti di lavoro, guardare alle produzioni più innovative, attivare accordi tra pubblica amministrazione e settore finanziario per garantire la ripresa di alcune opere pubbliche. Dare vita, insomma, a un patto con le categorie economiche per favorire lo sviluppo e la rete dei servizi necessaria. Un percorso, che non può avvenire comune per comune, ma all’interno di un vero sistema produttivo d’area, che intercetti anche i finanziamenti europei legati allo sviluppo delle produzioni locali e del turismo. Su questo obiettivo, la Regione e la Provincia devono essere i nostri interlocutori, ma soprattutto occorre armonizzare i nostri Piani Urbanistici“. La Sanità. “È indubbio – dice – che è la Regione a dirci cosa ha in mente per gli ospedali di Dolo, Mirano e Noale. Ma un conto è programmare, un conto è far morire la qualità sanitaria in quest’area per ‘asfissia da risorse’. Tagliare dieci milioni di euro entro dicembre significa andare verso un crinale che porterà la dequalificazione dei servizi oggi erogati. Vogliamo certezza e chiarezza sulle scelte. Non è questione di Dolo o Mirano, ma di qualità dell’assistenza sanitaria e sociale che la struttura medica e paramedica oggi è in grado di fornire. Quindi stesse risorse delle altre Ulss, investimenti per la messa a norma e ampliamento degli ospedali, estensione dei Servizi nel territorio, risorse per l’assistenza agli anziani e ai disabili, mantenimento delle eccellenze. La nostra parte per riorganizzare e ottimizzare i servizi l’abbiamo fatta in questi mesi, ora la Regione faccia la sua per toglierci dalla lista delle Ulss di serie B quanto a stanziamenti, poiché come qualità siamo e vogliamo rimanere in serie A“. Anche la partita delle infrastrutture è importante per il sindaco. “Bisogna evitare – dice – che si ripeta la “storia” del Passante, con l’infrastruttura inserita in Legge Obiettivo come opera strategica nazionale senza concordare le opere contestuali di compensazione, di servizio, di mitigazione per i nostri centri urbani. Occorre un ragionamento unitario su tutte le infrastrutture e sul modello di sviluppo che vogliamo per la nostra area, aprendo un confronto con Regione e Provincia su quelle che sono già oggi le criticità della viabilità e del traffico, della riqualificazione del territorio, dell’inquinamento ambientale“. Come Riviera e Miranese per il sindaco bisogna formulare “proposte a garanzia delle nostre Comunità ma anche per governare lo sviluppo e favorire la sostenibilità. Non abbiamo paura preconcetta dei progetti, ma vogliamo contare nel loro miglioramento in quanto amministratori che conoscono il loro territorio e le sue esigenze“. Critiche infine sul Federalismo. “Su questo – conclude – occorre che i sindaci siano uniti fino alla fine, quando sarà verificabile se il federalismo che ha impostato questo Governo riesce ad invertire la rotta degli ultimi due anni, dove i trasferimenti e le risorse sono stati ridotti del 30%“.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

Lascia un commento