Biogas, residenti contro

Un impianto a biogas per Santa Maria di Sala, insorgono i residenti. Proteste, striscioni e pioggia di firme a Caselle, in via Rivale, dove la società agricola Bio 4 Energy ha proposto di realizzare una centrale di produzione di energia elettrica da biomassa vegetale. I residenti non ci stanno e hanno raccolto in poche settimane un migliaio di firme, mettendo alle strette il Comune affinché si opponga al progetto. I disegni della centrale a biogas sono stati svelati per la prima volta in un incontro con la cittadinanza, ad agosto, al quale erano presenti non più di 250 persone. L’impianto, cosiddetto di “digestione anaerobica”, dovrebbe sorgere nel tratto di via Rivale compreso tra l’incrocio con via Cognaro e il confine con Pianiga, in una zona agricola tutt’altro che disabitata. Si tratta di una centrale capace di trasformare mais e altri prodotti vegetali in energia elettrica. Il processo avverrebbe all’interno di quattro grandi vasche coperte, chiamate digestori, realizzate in cemento armato, continuamente ricaricate di prodotto. L’impianto prevede anche un’ampia zona di stoccaggio delle masse vegetali e una recinzione di alberi per nascondere i grandi silos. Nonostante le rassicurazioni i comitati non ci sentono. “Noi la biomassa qui non la vogliamo — avverte il portavoce Stefano Pistore — siamo andati a visitare altri tre impianti in Veneto, intervistando i residenti che vivono nelle vicinanze e tutti confermano cattivi odori e aria irrespirabile”. “In tutti gli altri casi — aggiunge l’altro rappresentante Sergio Favero — le zone residenziali sono a debita distanza dagli impianti, cosa che non avverrebbe qui a Caselle. La centrale vada da un’altra parte, più lontana dalle abitazioni”. Contraria anche Legambiente che pur riconoscendo la validità dell’energia pulita, contesta il sito proposto. Preoccupazioni anche per l’aumento di traffico pesante in zona, con l’incessante viavai di mezzi agricoli che verrebbe a crearsi da e per la centrale, in una viabilità già di per sé precaria e pericolosa. Anche l’Ulss 13 ha già espresso parere contrario alla centrale in quel punto: c’è il rischio che l’aumento di mezzi pesanti in zona porti all’aumento delle polveri sottili.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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Biogas, residenti contro

Un impianto a biogas per Santa Maria di Sala, insorgono i residenti. Proteste, striscioni e pioggia di firme a Caselle, in via Rivale, dove la società agricola Bio 4 Energy ha proposto di realizzare una centrale di produzione di energia elettrica da biomassa vegetale. I residenti non ci stanno e hanno raccolto in poche settimane un migliaio di firme, mettendo alle strette il Comune affinché si opponga al progetto. I disegni della centrale a biogas sono stati svelati per la prima volta in un incontro con la cittadinanza, ad agosto, al quale erano presenti non più di 250 persone. L’impianto, cosiddetto di “digestione anaerobica”, dovrebbe sorgere nel tratto di via Rivale compreso tra l’incrocio con via Cognaro e il confine con Pianiga, in una zona agricola tutt’altro che disabitata. Si tratta di una centrale capace di trasformare mais e altri prodotti vegetali in energia elettrica. Il processo avverrebbe all’interno di quattro grandi vasche coperte, chiamate digestori, realizzate in cemento armato, continuamente ricaricate di prodotto. L’impianto prevede anche un’ampia zona di stoccaggio delle masse vegetali e una recinzione di alberi per nascondere i grandi silos. Nonostante le rassicurazioni i comitati non ci sentono. “Noi la biomassa qui non la vogliamo — avverte il portavoce Stefano Pistore — siamo andati a visitare altri tre impianti in Veneto, intervistando i residenti che vivono nelle vicinanze e tutti confermano cattivi odori e aria irrespirabile”. “In tutti gli altri casi — aggiunge l’altro rappresentante Sergio Favero — le zone residenziali sono a debita distanza dagli impianti, cosa che non avverrebbe qui a Caselle. La centrale vada da un’altra parte, più lontana dalle abitazioni”. Contraria anche Legambiente che pur riconoscendo la validità dell’energia pulita, contesta il sito proposto. Preoccupazioni anche per l’aumento di traffico pesante in zona, con l’incessante viavai di mezzi agricoli che verrebbe a crearsi da e per la centrale, in una viabilità già di per sé precaria e pericolosa. Anche l’Ulss 13 ha già espresso parere contrario alla centrale in quel punto: c’è il rischio che l’aumento di mezzi pesanti in zona porti all’aumento delle polveri sottili.

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