Il futuro di Sant’Andrea in un conto corrente

La veduta di Adria, in uno degli scorci più suggestivi, la sera del 2 agosto è cambiata per sempre, lasciando attoniti molti adriesi. Un fulmine ha colpito in pieno il campanile della chiesa di Sant’Andrea, annessa alla Casa di riposo, squarciando il pinnacolo, sotto l’arcata dalla quale si affacciavano sulla città le campane. L’impatto sul campanile, costruito negli anni trenta e concepito da Giambattista Scarpari, è stato devastante e il sopralluogo dei tecnici della Sovrintendenza e dei vigili del fuoco ne decise l’abbattimento. Le operazioni sono state affidate ai vigili del fuoco, coordinati dall’ingegner Stefano Antico, coadiuvato dall’ispettore Fabrizio Zanaga, entrambi funzionari del comando di Rovigo. Si terminò a notte fonda grazie anche alla disponibilità immediata della ditta Belcaro di Cavarzere e dell’azienda agricola di Marzio Grego in località Sabioni di Adria. Purtroppo durante l’abbattimento la ringhiera, le colonnine di supporto e la massicciata della riviera adiacente la chiesa finirono in acqua, prontamente recuperate la mattina successiva dai sommozzatori e dalla protezione civile. Se a distanza di più di un mese dall’accaduto le polemiche non accennano a placarsi, si affievoliscono sempre di più le speranze di rivedere presto ricostruito il campanile. Il vicesindaco D’Angelo ha spiegato che la ricostruzione non è di competenza dell’amministrazione, mentre a puntare il dito contro l’operato è stato per primo il consigliere del Pd Luciano Fantinati, che si è detto costernato da come sono state eseguite le operazioni: “E’ inaccettabile vedere che il campanile viene tirato giù con le corde e che parti di dimensioni notevoli dello stesso, cadono rovinosamente sulla chiesa, danneggiandone il tetto, per poi finire sulle ringhiere e infine in acqua, in spregio ad ogni più elementare norma di sicurezza e salvaguardia degli edifici e delle strutture circostanti”. Inoltre ci si chiede se l’abbattimento fosse davvero necessario o non si potesse procedere ad un restauro, come accaduto per il campanile della chiesa della Tomba. L’unica cosa certa è che la ricostruzione del campanile al momento è affidata al conto corrente numero 1001370-Eu Iban: It 64 J 08982 63120 000001001370, aperto presso Bancadria, dove sulla causale del versamento si indicherà: Pro Santandrea.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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