Nessuna novità per la Base

Dopo le voci susseguitesi di frequente in paese, supportate anche da qualche pubblicazione sui quotidiani locali, la notizia della riconversione edilizia per l’ex base missilistica di San Siro è stata categoricamente smentita dal sindaco di Bagnoli di Sopra, Mario Rasi. Troppo facile a dirsi e più complicato a realizzarsi insomma che un’area così vasta possa essere trasformata in una mega lottizzazione residenziale da parte del ministero della Difesa. “I fatti sono questi- spiega Mario Rasi- nel mese scorso abbiamo ricevuto una telefonata da parte di un generale che ci chiedeva di fissare un incontro per discutere con noi l’eventuale destinazione d’uso dell’area”.
Quindi, nessun documento che parli di nuova lottizzazione ma solo un colloquio che per ora rimane ancora da fissare e non se ne farà nulla prima della metà o della fine di settembre. La base di San Siro è nata alla fine degli anni cinquanta come importante centro di difesa missilistica, dotato anche di importanti radar in grado di controllare per un raggio di centinaia di chilometri. Per decenni la base ha ospitato anche militari americani nell’ambito delle operazioni della Nato. Poi nel 2008 è arrivato il momento della chiusura definitiva che è iniziata qualche tempo prima. In quegli anni sono iniziate a girare voci insistenti secondo le quali l’area sarebbe potuta diventare un centro di identificazione e espulsione dei clandestini, un’idea subito respinta dai cittadini di Bagnoli e dagli amministratori del tempo. Anche Alessandro Borile, allora sindaco, aveva da subito bocciato l’idea ipotizzando una possibile variazione del piano regolatore per cambiare la destinazione d’uso dell’area. Ora l’ipotesi Cie (centro identificazione e espulsione) è tramontata visto che il ministero ha optato per un’altra base dismessa nella provincia di Rovigo (a Zelo sembra, abbandonata ancora nel lontano 1987 e rimasta sempre nel degrado più totale).
Per ora quindi l’area risulta nella disponibilità del demanio dello Stato, senza comunque alcuna prospettiva certa. Per il sindaco di Bagnoli parlare di grande lottizzazione è quanto mai affrettato: “Sono pure illazioni quelle che si sono fatte in queste settimane perché nessuno ha tenuto conto che fino a prova contraria la variante al piano regolatore la può decidere solo il comune e non il ministero. A noi non risulta nessuna richiesta se non quella di un semplice incontro”.
A tutti coloro che sognavano una bonifica quanto mai celere della zona, ormai da un paio d’anni in stato di grave degrado, non resta che attendere e sperare. “Non me la sento di essere molto ottimista – continua il sindaco Rasi – tenendo conto che il nostro nuovo Prg è ancora fermo in Regione da tre anni e probabilmente ci verrà consegnato solo nelle prossime settimane. Ci vorrà parecchio tempo perché l’area divenga utilizzabile veramente, basta pensare alla grande bonifica di cui necessita. I costi di risanamento di un’area così vasta potrebbero risultare salatissimi e non so chi potrebbe assumersi questo onere”.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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