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Biogas, ora parla l’impresa

In seguito all’annuncio del sindaco di Terrassa Padovana, Ezio Betto, di un progetto che potrebbe vedere nascere una collaborazione tra Comune e la locale Stalla sociale, gli investitori del nuovo impianto di biogas che dovrebbe sorgere a pochi metri da quest’ultima, in territorio di Conselve, hanno deciso di uscire dall’anonimato e far sentire le proprie ragioni in una guerra che li vede nel mirino ormai da circa un anno.
Per gli investitori, la goccia che ha fatto traboccare il vaso è l’ipotesi progettuale del Comune, ancora in studio di fattibilità ma dagli obiettivi già chiari e con un accordo preliminare già in ballo, di recuperare, tramite accordi con la Stalla sociale, il calore prodotto dal generatore elettrico alimentato a biogas e attualmente dissipato in atmosfera come scarto per la realizzazione di una rete di teleriscaldamento al servizio degli edifici pubblici e parrocchiali.
La rete di teleriscaldamento dovrebbe compiere un tragitto di 1400 metri prima di arrivare in centro a Terrassa, consentendo l’allacciamento a una cinquantina di unità abitative private, per poi rifornire di acqua calda tutti i gli edifici comunali e parrocchiali. Dal municipio alle scuole elementari e medie, dalla chiesa alla materna.
“Abbiamo subìto una campagna denigratoria da parte del consiglio comunale di Terrassa e del comitato “Energia Pulita” basata su motivazioni non corrispondenti al vero e di conseguenza anche la popolazione si è fatta un’idea non aderente alla realtà del progetto”. Sono le parole della “cordata” composta da Pietro Rango, proprietario del terreno su cui è prevista la localizzazione dell’impianto, Stefano Rango, Giovanni Lippi e Thomas Caltarossa, deus ex machina dell’intervento.
“Con l’impianto della Stalla sociale l’amministrazione non ha mai sollevato problemi e pensa addirittura a una collaborazione — aggiungono – non si capisce perché dovremmo essere noi a crearli”. Punto su punto, gli investitori restituiscono le critiche ai mittenti: “Per il futuro impianto l’autorizzazione è stata richiesta alla Regione esclusivamente per liquami zootecnici e non, invece, come sostenuto dal comitato, per “residui da macellazione e umido della raccolta differenziata”. Inoltre, sulla collocazione “troppo vicina” al capoluogo terrassano occorre precisare che il biodigestore conselvano sorgerà dietro a quello già esistente della Stalla sociale e, pertanto, più lontano dal centro abitato rispetto a quest’ultimo.
Sulle “possibili ripercussioni in termini di cattivi odori” il progetto conselvano, oltre ad essere tecnologicamente più avanzato e tale da impedire ogni emissione nociva o maleodorante nell’aria, avrà un impatto ambientale certamente inferiore a quello di Terrassa. Infine, sull’incremento di traffico “di almeno 40 autotreni al giorno”, non sarà più di cinque automezzi pesanti al giorno, con un’incidenza sul traffico attuale inferiore all’1%. Viceversa, si evidenzia che l’impianto già esistente sul territorio, nei periodi di approvvigionamento, movimenta circa 80 automezzi al giorno”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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