Il sindaco si dimette a sorpresa

Pochi si aspettavano una trovata così geniale da parte di sindaco e maggioranza. Nel Consiglio comunale del 25 ottobre scorso, quando si dovevano decidere le sorti della maggioranza votando l’approvazione degli equilibri di bilancio, nel quale comparivano alcuni debiti fuori bilancio, il sindaco Romano Tiozzo ha rassegnato le dimissioni dopo avere chiesto un voto di responsabilità sui conti da approvare. In questo modo il primo cittadino ha aggirato l’ostacolo bilancio e potrà ora presentare una nuova giunta da sottoporre al voto di fiducia del Consiglio comunale. Che significa nuove trattative con tutti i gruppi della maggioranza.
Tiozzo sapeva che i contrasti insanabili apertisi in seno al suo stesso partito rischiavano di far cadere la Giunta e di aprire la strada al commissariamento. In caso di mancata approvazione del bilancio entro la fine di ottobre, infatti, la maggioranza avrebbe dovuto abbandonare il posto di comando. In questo modo invece la partita riprende: il bilancio è stato votato in tempo, la maggioranza è salva. E per quanto riguarda il sindaco, anche se le dimissioni possono sembrare una sua parziale, personale sconfitta, in realtà non bisogna dimenticare che ha venti giorni di tempo per ritirarle e ripresentarsi forte di una nuova, più stabile maggioranza.
Come ha osservato l’opposizione, le dimissioni appaiono più come una mossa per prendere tempo, che apre la strada a nuove trattative.
Negli ultimi due anni la Giunta Tiozzo è stata segnata da diverse vicende travagliate. Il primo strappo è stato registrato nei confronti della Lega, nell’ottobre 2008, con la cacciata dell’assessore Massimiliano Malaspina; poi nella primavera 2009 ci sono stati gli scontri con i tre dissidenti Pdl-FI, Massimo Aprile, Giovanni Di Giovanni, Manuel Penzo; a inizio 2010 le frizioni con altri rappresentanti del Pdl-An; a giugno 2010 lo strappo con altri due forzisti, Brunetto Mantovan e Andrea Comparato per la cacciata dell’assessore Gian Paolo Convento. Nel frattempo è stato allontanato anche l’assessore Carlo Perini e i dissidi con la Lega non sembrano del tutto appianati dal momento che a giugno il Carroccio ha preteso la sostituzione dei suoi tre assessori con tre uomini di fiducia di Malaspina, il quale, da parte sua, non perde occasione per sollevare polemiche contro il sindaco.
La cura per queste turbolenze è stata l’altalena delle poltrone, affidando assessorati ai dissidenti per mettere a tacere i malumori.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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