L’ospedale di Piove ha agito correttamente

L’aveva dichiarato subito il sindaco di Piove Alessandro Marcolin: “Il nostro ospedale si è comportato secondo il giusto protocollo”. Tutti coloro che sono intervenuti nei vari passaggi hanno applicato le giuste decisioni”. E’ vero che aver ragione non riporta alla vita il bambino mai nato e che non accorcia la lunga riabilitazione della mamma. E’ altrettanto vero, però, che il giorno dopo il fatto, sui giornali si è fatto un tiro al bersaglio contro l’ospedale piovese. Pareva che tutte le responsabilità fossero da addebitarsi ai nostri sanitari.
Soprattutto le critiche si incentravano sul fatto che non sarebbe stata messa a disposizione l’ambulanza per trasportare mamma e bambino nella divisione di neonatalità di Padova sicuramente più attrezzata e titolata del reparto di Ostetricia piovese. Pare, invece, che la sfortunata donna abbia espressa la decisione di raggiungere il nosocomio padovano con i propri mezzi.
E’ chiaro che scagionare il nostro ospedale non significa appioppare la colpa alla famiglia tristemente coinvolta in questa luttuosa vicenda. Anzi. Sarà la magistratura a sviscerare fino in fondo i vari passaggi e, quindi, fare chiarezza e determinare le eventuali responsabilità.
Ad anticipare il contenuto della relazione della commissione regionale incaricata di effettuare le verifiche è stato Leonardo Padrin il quale, essendo presidente della quinta commissione che si occupa di sanità ha avuto per primo tra le mani il documento: ”La relazione della commissione regionale e di quella ministeriale — ci ha dichiarato l’esponente del Pdl — dice che la struttura piovese, l’organizzazione e i protocolli applicati dai soggetti dell’ospedale di Piove di Sacco, sono stati pienamente corretti, ciò significa che non è giusto avere paura della verità anche se questa sembra andare nella direzione contraria presa dall’opinione pubblica orientata in maniera sostanziosa dai giornali e dalla televisione: in questo caso la verità dice che le due inchieste assolvono da ogni responsabilità l’ospedale piovese e i suoi operatori”.
Naturalmente da parte della famiglia coinvolta sono partiti esposti uno dei quali prende in considerazione anche la struttura sanitaria piovese e i sanitari che hanno operato in quella tragica sera. “La donna — spiega sempre Padrin — secondo la relazione è stata subito visitata dai medici del pronto soccorso piovese e in nemmeno quaranta minuti è stata vista dal ginecologo e sottoposta ad ecografia, accertamenti che non hanno presentato un serio pericolo per il bambino, nemmeno quando è stata sottoposta ad anestesia a Padova.
Purtroppo si è trattato di un distacco della placenta una delle forme più rare e subdole che non si manifesta con segnali evidenti sennò quando è ormai troppo tardi”. Responsabilità a parte rimane il fatto che una famiglia che aspettava di sorridere alla nascita del loro figlio è piombata improvvisamente nel buio della disperazione. Rimane lo sconforto di una madre che, a distanza di tempo, sta ancora lottando per ritornare a vivere nelle condizioni più normali anche se molto probabilmente non potrà più avere figli.
Rimane la disperazione di un padre privato della gioia di abbracciare il suo figlioletto e con l’incertezza che la sua vita non sarà più come tutti insieme avevano sperato.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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