La famiglia al centro del terzo anno sinodale

Il 19 settembre scorso alla Cattedrale di Adria il vescovo della diocesi di Rovigo, Lucio Soravito de Franceschi, ha aperto il terzo anno del sinodo diocesano. Un momento molto atteso per l’intero territorio in quanto, come spiegato dal patriarca stesso si tratta un avvenimento importante non solo per la comunità ecclesiale, ma anche per la società polesana tutta. “Questo — ha spiegato – non semplicemente perché la comunità è radicata sul territorio da oltre quindici secoli, ma perché la sua vitalità si manifesta nell’attenzione a quelle che sono le realtà che maggiormente nell’oggi vivono situazioni di difficoltà”. Il tema che verrà affrontato dal sinodo, con il confronto tra religiosi e laici, insieme ai fedeli, è incentrato su tre temi molto attuali per la società contemporanea, ossia “La famiglia, i giovani e i poveri”. “La comunità cristiana — ha continuato monsignor Soravito – per un anno intero rifletterà su queste tematiche chiedendo la collaborazione e la partecipazione anche di chi non si sente parte di questa comunità o di chi vive in modo marginale la fede”. Una prima riflessione sulla famiglia di oggi, intanto, è stata offerta dal cardinale Ennio Antonelli, presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia, che insieme al vescovo Soravito ha dato avvio all’anno sinodale.
“L’espandersi dell’economia dei servizi e la rivoluzione informatica — ha spiegato — hanno aperto nuove opportunità di lavoro al mondo femminile. Tuttavia rimane difficile conciliare le esigenze professionali a quelle della famiglia ed è il permanere di questo problema che rende la famiglia un semplice luogo di gratificazione affettiva, sentimentale o sessuale degli adulti misconoscendo il valore della coppia stabile e il bene prioritario dei bambini”. L’analisi del porporato dunque ha messo al centro dei problemi della famiglia il lavoro, e nel passaggio successivo ha toccato il tasto dell’insicurezza causata della crisi e dalla precarietà degli impieghi che spesso conduce ad uno stato di incertezza economica permanente nel quale diventa difficile ogni scelta. L’intervento del cardinal Antonelli, infatti, è continuato indicando nei modelli sociali dell’Europa una causa dei mali che oggi affliggono anche la sfera personale degli individui. “Quella della famiglia, della natalità e dell’educazione è una crisi che corrisponde alle difficoltà della società europea. Mancano ideali, speranze, progetti condivisi, gioia e fiducia verso il futuro. L’invecchiare della popolazione, inoltre aprirà la porta a una nuova serie di problemi”. Nella conclusione del suo intervento, invece, il Cardinale ha toccato il tema delle unioni, ovviamente secondo il punto di vista caro alla Chiesa che su tutte privilegia quelle sancite dal matrimonio. “Occorre trattare le questioni della famiglia a partire dalla prospettiva dei figli. Se si privilegiassero i bambini ed il loro bene, si riscoprirebbe che la famiglia fondata sul matrimonio è una risorsa fondamentale per la società”.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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