Finalmente apre la variante 515

Non senza qualche polemica, lo scorso 9 ottobre è stata aperta la variante alla 515 dalla Salzanese alla Mestrina, a Noale. Un tratto che si aggiunge a quello aperto due anni e mezzo fa, da via Pacinotti alla Salzanese. In totale il by-pass è lungo quasi tre chilometri. Attraversa la zona industriale di Noale e si collega con le rotatorie sulla Salzanese (provinciale 35) e Mestrina (provinciale 38). Il nuovo tracciato si stacca dall’attuale regionale 515 a nord dell’incrocio con via Fornase e prevede l’utilizzo di via Pacinotti, il cui tratto aperto fino alla Salzanese è stato aperto ad agosto 2008. Poi la tangenziale scavalca il Marzenego, rientrando nel comune di Noale nella zona dei depuratori abbandonati, e piega verso destra sovrapponendosi ad una strada rurale. Segue poi lo stesso Marzenego, scavalcando la ferrovia Venezia-Trento con un viadotto in curva di 474 metri. La strada termina con una rotatoria su via Mestrina. Qui i veicoli percorreranno via Mestrina, chi in direzione Robegano e chi verso Noale. Resta ancora aperta, invece, l’ipotesi di prolungamento del tracciato verso Scorzè. Il primo effetto dell’apertura, è stato la diminuizione del traffico dei camion. Con l’ordinanza emessa dal sindaco Michele Celeghin, infatti, quei tir che percorrono la Noalese da Treviso verso Padova, non possono attraversare il centro ma devono girare per via Crosarona. Viceversa, i camion che percorrono la variante, una volta giunti sulla Noalese, niente più svolta a destra ma obbligatoria a sinistra, in direzione Santa Maria di Sala. Chi arriva da Padova, invece, deve imboccare la variante. Di certo, Salzano ha deciso di chiudere il suo centro, onde evitare l’invasione dei mezzi pesanti. “Un’apertura — osserva il sindaco di Salzano Alessandro Quaresimin — che sposta il traffico da un territorio all’altro. Non si risolvono così i problemi viari. Anzi, si aggravano. Per questo sono stato costretto a chiudere il centro di Salzano, mentre sono preoccupato per via XXV Aprile a Robegano. Ho chiesto al prefetto e alla Provincia di interdirla al traffico, ma quest’ultima ha detto no, perché non prevedono un aumento dei tir”. Dunque, i camionisti che arriveranno da Noale, o proseguiranno per Robegano o per Scorzè. E l’ex sindaco di quest’ultima, Igino Michieletto, non è per nulla contento. “E’ una pazzia aver aperto la variante — tuona l’ex consigliere regionale del Pd — e mi chiedo quali conseguenze ci possano essere per la salute pubblica dei cittadini. Così si decreta la morte del centro di Scorzè. E’ una decisione folle e irresponsabile”. E anche i comitati non l’hanno presa troppo bene, mostrandoo gli slogan di dissenso: “Come faremo ad attraversare un’autostrada davanti casa?”, “Sono queste le risposte che date? Tutto il traffico a Robegano”, “Provinciale più regionale, paralisi totale”, “Quest’opera è una mezza risposta. Nel frattempo?”, “Che bravi, adesso il traffico ce lo cucchiamo noi” e “Strade promesse da anni e ferme da secoli per interessi di amici”.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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Finalmente apre la variante 515

Non senza qualche polemica, lo scorso 9 ottobre è stata aperta la variante alla 515 dalla Salzanese alla Mestrina, a Noale. Un tratto che si aggiunge a quello aperto due anni e mezzo fa, da via Pacinotti alla Salzanese. In totale il by-pass è lungo quasi tre chilometri. Attraversa la zona industriale di Noale e si collega con le rotatorie sulla Salzanese (provinciale 35) e Mestrina (provinciale 38). Il nuovo tracciato si stacca dall’attuale regionale 515 a nord dell’incrocio con via Fornase e prevede l’utilizzo di via Pacinotti, il cui tratto aperto fino alla Salzanese è stato aperto ad agosto 2008. Poi la tangenziale scavalca il Marzenego, rientrando nel comune di Noale nella zona dei depuratori abbandonati, e piega verso destra sovrapponendosi ad una strada rurale. Segue poi lo stesso Marzenego, scavalcando la ferrovia Venezia-Trento con un viadotto in curva di 474 metri. La strada termina con una rotatoria su via Mestrina. Qui i veicoli percorreranno via Mestrina, chi in direzione Robegano e chi verso Noale. Resta ancora aperta, invece, l’ipotesi di prolungamento del tracciato verso Scorzè. Il primo effetto dell’apertura, è stato la diminuizione del traffico dei camion. Con l’ordinanza emessa dal sindaco Michele Celeghin, infatti, quei tir che percorrono la Noalese da Treviso verso Padova, non possono attraversare il centro ma devono girare per via Crosarona. Viceversa, i camion che percorrono la variante, una volta giunti sulla Noalese, niente più svolta a destra ma obbligatoria a sinistra, in direzione Santa Maria di Sala. Chi arriva da Padova, invece, deve imboccare la variante. Di certo, Salzano ha deciso di chiudere il suo centro, onde evitare l’invasione dei mezzi pesanti. “Un’apertura — osserva il sindaco di Salzano Alessandro Quaresimin — che sposta il traffico da un territorio all’altro. Non si risolvono così i problemi viari. Anzi, si aggravano. Per questo sono stato costretto a chiudere il centro di Salzano, mentre sono preoccupato per via XXV Aprile a Robegano. Ho chiesto al prefetto e alla Provincia di interdirla al traffico, ma quest’ultima ha detto no, perché non prevedono un aumento dei tir”. Dunque, i camionisti che arriveranno da Noale, o proseguiranno per Robegano o per Scorzè. E l’ex sindaco di quest’ultima, Igino Michieletto, non è per nulla contento. “E’ una pazzia aver aperto la variante — tuona l’ex consigliere regionale del Pd — e mi chiedo quali conseguenze ci possano essere per la salute pubblica dei cittadini. Così si decreta la morte del centro di Scorzè. E’ una decisione folle e irresponsabile”. E anche i comitati non l’hanno presa troppo bene, mostrandoo gli slogan di dissenso: “Come faremo ad attraversare un’autostrada davanti casa?”, “Sono queste le risposte che date? Tutto il traffico a Robegano”, “Provinciale più regionale, paralisi totale”, “Quest’opera è una mezza risposta. Nel frattempo?”, “Che bravi, adesso il traffico ce lo cucchiamo noi” e “Strade promesse da anni e ferme da secoli per interessi di amici”.

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