Ospedale Unico, lavori avanti tutta

A che punto è il nuovo ospedale di Schiavonia? Il punto della situazione è d’obbligo, visto che dalla posa della prima pietra sono passati ormai parecchi mesi. I lavori per il polo ospedaliero unico dell’Usl 17 sembrano rispettare appieno la tabella di marcia. L’area di lavoro è stata già recintata e proprio per questo ora è maggiormente visibile da chi attraversa la frazione di Schiavonia. Il cantiere vero e proprio è stato attivato da poco meno di due mesi e in questo momento gli operai al lavoro sono impegnati nella sistemazione del fondo, preliminare alle operazioni di costruzione. Questa fase era stata anticipata da lunghe operazioni per la bonifica del terreno da ordigni bellici e dai successivi carotaggi, obbligatori per legge.
La bonifica dell’area di Schiavonia è stata operata dalla ditta Drafinsub di Genova: nel corso delle operazioni sono stati rinvenuti un proiettile di artiglieria da 88 e una bomba a mano, entrambi della Seconda Guerra Mondiale. La bomba a mano era ad appena 7 centimetri di profondità, in un fossato.
E’ stata fatta brillare con il tritolo dagli artificieri della Seconda Brigata Julia da Trento del Genio Guastatori.
Il terreno che ospiterà l’ospedale unico, a metà agosto, è stato quindi trivellato a mo’ di groviera: si tratta di fori necessari per la bonifica, per la caratterizzazione del terreno e per ospitare i pali delle fondazioni. Questi arrivano anche a 7 metri di profondità.
Ben 4.000 pali, del diametro di 62 centimetri e lunghi dai 20 ai 22 metri, sorreggeranno la struttura del nuovo ospedale. Per le fondazioni sono stati impiegati 9.000 metri di pali, nel rispetto delle norme antisismiche. In più, 900 di questi pali saranno dotati di una serpentina per lo sfruttamento della geotermia.
La seconda fase di lavoro, quella tuttora in corso, prevede appunto la sistemazione del fondo. Le imprese stanno facendo un trattamento di stabilizzazione, utilizzando calce e cemento, per renderlo adeguato in termini di caratteristiche strutturali. Questo fondo dovrà sorreggere il pesanto carico delle strutture ospedaliere.
Parte del terreno “rimosso” per far spazio al cemento è stato ammassato in un angolo del cantiere: sarà utilizzato in futuro per i giardini e le sistemazioni finali. L’ingegner Clemente Toniolo, responsabile del procedimento per l’Usl 17, è soddisfatto del lavoro compiuto sino ad oggi e conferma il termine dei lavori previsto per settembre 2011. Le imprese al lavoro nel cantiere sono Sacaim di Mestre, Gemmo Impianti di Vicenza, Angelo Carron di Romano degli Ezzelini e Siram Spa di Milano.
Il 28 settembre è stato firmato anche un protocollo d’intesa dal direttore generale dell’Usl 17 Giovanni Pavesi, dal vice prefetto Emanuela Milan, dal dirigente dello Spisal Franco Sarto, dai dirigenti delle aziende appaltatrice e dai segretari della Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil, rispettivamente Marco Benati e Dario Verdicchio, Ruggero Albino e Gregorio Loreggian ed Omero Cazzaro.
Un documento, al momento il primo in Italia, in cui i firmatari s’impegnano a rispettare tutte le norme nazionali previste in materia di sicurezza, lavoro regolare e qualità del fabbricato.
Un altro elemento che conferma l’eccellenza del progetto ospedaliero della Bassa Padovana.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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Ospedale Unico, lavori avanti tutta

A che punto è il nuovo ospedale di Schiavonia? Il punto della situazione è d’obbligo, visto che dalla posa della prima pietra sono passati ormai parecchi mesi. I lavori per il polo ospedaliero unico dell’Usl 17 sembrano rispettare appieno la tabella di marcia. L’area di lavoro è stata già recintata e proprio per questo ora è maggiormente visibile da chi attraversa la frazione di Schiavonia. Il cantiere vero e proprio è stato attivato da poco meno di due mesi e in questo momento gli operai al lavoro sono impegnati nella sistemazione del fondo, preliminare alle operazioni di costruzione. Questa fase era stata anticipata da lunghe operazioni per la bonifica del terreno da ordigni bellici e dai successivi carotaggi, obbligatori per legge.
La bonifica dell’area di Schiavonia è stata operata dalla ditta Drafinsub di Genova: nel corso delle operazioni sono stati rinvenuti un proiettile di artiglieria da 88 e una bomba a mano, entrambi della Seconda Guerra Mondiale. La bomba a mano era ad appena 7 centimetri di profondità, in un fossato.
E’ stata fatta brillare con il tritolo dagli artificieri della Seconda Brigata Julia da Trento del Genio Guastatori.
Il terreno che ospiterà l’ospedale unico, a metà agosto, è stato quindi trivellato a mo’ di groviera: si tratta di fori necessari per la bonifica, per la caratterizzazione del terreno e per ospitare i pali delle fondazioni. Questi arrivano anche a 7 metri di profondità.
Ben 4.000 pali, del diametro di 62 centimetri e lunghi dai 20 ai 22 metri, sorreggeranno la struttura del nuovo ospedale. Per le fondazioni sono stati impiegati 9.000 metri di pali, nel rispetto delle norme antisismiche. In più, 900 di questi pali saranno dotati di una serpentina per lo sfruttamento della geotermia.
La seconda fase di lavoro, quella tuttora in corso, prevede appunto la sistemazione del fondo. Le imprese stanno facendo un trattamento di stabilizzazione, utilizzando calce e cemento, per renderlo adeguato in termini di caratteristiche strutturali. Questo fondo dovrà sorreggere il pesanto carico delle strutture ospedaliere.
Parte del terreno “rimosso” per far spazio al cemento è stato ammassato in un angolo del cantiere: sarà utilizzato in futuro per i giardini e le sistemazioni finali. L’ingegner Clemente Toniolo, responsabile del procedimento per l’Usl 17, è soddisfatto del lavoro compiuto sino ad oggi e conferma il termine dei lavori previsto per settembre 2011. Le imprese al lavoro nel cantiere sono Sacaim di Mestre, Gemmo Impianti di Vicenza, Angelo Carron di Romano degli Ezzelini e Siram Spa di Milano.
Il 28 settembre è stato firmato anche un protocollo d’intesa dal direttore generale dell’Usl 17 Giovanni Pavesi, dal vice prefetto Emanuela Milan, dal dirigente dello Spisal Franco Sarto, dai dirigenti delle aziende appaltatrice e dai segretari della Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil, rispettivamente Marco Benati e Dario Verdicchio, Ruggero Albino e Gregorio Loreggian ed Omero Cazzaro.
Un documento, al momento il primo in Italia, in cui i firmatari s’impegnano a rispettare tutte le norme nazionali previste in materia di sicurezza, lavoro regolare e qualità del fabbricato.
Un altro elemento che conferma l’eccellenza del progetto ospedaliero della Bassa Padovana.

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