Ritrovata l’antica Campestrin

Gli scavi a Campestrin di Grignano Polesine continuano a riservare bellissime sorprese. Dai ritrovamenti effettuati si può ipotizzare l’esistenza tra il XIII e XII sec. a.C. di un esteso villaggio di capanne. 
E’ il risultato della la terza stagione si scavi effettuata nel fondo di proprietà dei fratelli Previatello, a cura del museo dei Grandi fiumi di Rovigo in collaborazione con la Soprintendenza per i beni archeologici del Veneto. Le ricerche, riprese il 13 Settembre scorso e terminate il 12 ottobre a cura della ditta Sap di Mantova a proseguimento delle indagini effettuate nel 2008 e 2009, hanno accertato la presenza in epoca protostorica di un’area specializzata nella lavorazione dell’ambra, la preziosa resina fossile proveniente dai giacimenti delle coste del Mar Baltico. In particolare, l’ultimo scavo ha portato alla luce tre piattaforme ben delineate e delimitate da canalette per lo scolo dell’acqua, corrispondenti ai luoghi di lavoro degli artigiani dell’età del Bronzo; nello svuotamento delle canalette gli archeologi hanno rinvenuto molte perle in ambra, innumerevoli frammenti di ceramica decorata, palchi di cervo lavorati, manufatti in bronzo (tra i quali spiccano una pregevole fibula ad arco e un coltello con manico in osso). 
Ad ampliamento dell’area precedentemente indagata, al fine di giungere a comprendere l’estensione del sito, negli ultimi giorni è stata aperta una trincea lunga 26 metri in corrispondenza di un antico fossato evidenziato durante gli scavi: il taglio operato nel terreno ha portato alla luce altre probabili postazioni di lavorazione dell’ambra, dell’argilla, dell’osso e del corno. La presenza di una zona artigianale così articolata lungo l’antico “Po di Adria” permette di avvalorare l’ipotesi dell’esistenza tra XIII e XII sec. a .C. di un esteso villaggio di capanne che ospitava gli abitanti dell’antica Campestrin.
“L’amministrazione — ha detto l’assessore alla Cultura Riccardo Rizzo -, accoglie con grande orgoglio questa scoperta che evidenzia un ritrovamento di grande ricchezza, lasciando la sensazione che ci sia ancora molto da scoprire. L’idea è di qualcosa di veramente importante che potrebbe creare un punto storico-archeologico a livello nazionale. Per questo l’amministrazione farà la sua parte cercando di coinvolgere anche altri soggetti per quello che è un patrimonio della comunità, permettendo così di poter procedere con una campagna di scavi importante”.
Sostegno ribadito dall’assessore al Bilancio Angelo Milan. “L’auspicio è di poter riprendere gli scavi l’estate prossima con risorse disponibili, perché ritrovamenti di questo tipo arricchiscono la storia”.
Il direttore archeologo della Soprintendenza Luciano Salzani che ha coordinato le ricerche, ha sottolineato che si tratta di una scoperta eccezionale, “questo è lo scavo della città di Rovigo e la sede ufficiale sarà al museo Grandi fiumi”.
Le ricerche sono state svolte sul campo da Michele De Michelis e Brian Howes della ditta Sap., da Mauro Cesaretto, Gianfranco Vigato e Elena Masiero dell’Ufficio scientifico del museo dei Grandi fiumi, Paolo Marcello dell’ufficio tecnico del Comune di Rovigo, Davide Rizzo del corso di assistente restauratore della Cna di Rovigo, Lorenzo Zanella studente di archeologia all’università di Ferrara, alcuni studenti del liceo artistico di Rovigo con l’insegnante Stefania Zerbinati, la volontaria Anna Previato. 
I fratelli Previatello di Grignano, proprietari del terreno, hanno dimostrato agli archeologi la massima disponibilità e collaborazione. Le ricerche sono state finanziate dal Comune di Rovigo e dalla Regione Veneto.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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