Una strana schiuma nei pressi del rigassificatore

Dopo la comparsa di schiume sospette attorno alla piattaforma del Terminal gasiero di Porto Levante, il presidente di Consvipo, Angelo Zanellato ha scritto al ministero dell’Ambiente affinchè verifichi l’operato di Adriatic Lng arrivando, se necessario, anche alla chiusura cautelativa dell’impianto.
“Non è la prima volta che sentiamo parlare di questa schiuma alta e fitta nell’area di interdizione attorno al terminale — sottolinea il presidente del Consvipo — ma nonostante questo non vi è ancora alcuno degli enti responsabili che si sia preso la briga di spiegare i motivi del fenomeno. Questa lettera ufficiale al ministero vuole denunciare la superficialità con cui pare essere realizzato il monitoraggio ambientale”.
Zanellato richiama gli impegni assunti formalmente da Adriatic Lng, in particolare con l’accordo del 20 febbraio 2008 a tutela dell’ambiente e del mondo della pesca, e sul ruolo di verifica affidato ad Arpav, come ente terzo di controllo, e Ispra, come istituto pubblico di ricerca.
“Arpav in particolare deve far applicare tutte le procedure necessarie a prevenire eventuali anomalie — continua ancora il presidente del Consvipo — e a far realizzare quanto utile a riportare i valori di qualità dell’acqua rapidamente entro i parametri. Il decreto Via del 30 dicembre 1999, del resto, prevede il rilevamento settimanale dei dati fondamentali: chiedo di verificare se questo davvero tutte queste prescrizioni siano state rispettate e, in caso contrario, di acclarare le responsabilità delle inadempienze”.
Il responsabile dell’agenzia territoriale di programmazione economica sottolinea, inoltre, quanto la richiesta di rispetto degli accordi di rispetto ambientale siano state al centro di un lungo carteggio, iniziato nel marzo scorso con una missiva ufficiale a Adriatic Lng e proseguito con scambi incrociati con Arpav e lo stesso Consvipo.
“Sono seguite risposte e controrisposte insoddisfacenti, mai mirate nel merito — riprende Zanellato — ora, con l’emersione di queste schiume inquietanti, non possiamo rinviare i chiarimenti al giorno del poi nel mese del mai. Allora mi è parso giusto chiamare in causa il ministero dell’Ambiente, perché faccia prevalere l’interesse pubblico e collettivo su quello, pur legittimo, dei privati”.

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Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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