“Accordo di programma per la difesa dagli allagamenti”

Il sindaco sta riconsiderando il problema della salvaguardia di Punta Gorzone, la lingua di terra posta alla confluenza tra il Gorzone e il Brenta. Ha infatti inviato una lettera all’assessore regionale alle Politiche ambientali, Maurizio Conte, e al presidente del Magistrato alle acque, Patrizio Cuccioletta. In occasione dell’alluvione che ha colpito il Veneto a novembre, l’unica area del territorio di Chioggia ad avere corso un serio rischio idraulico è stata proprio questa.
“E’ da anni che la situazione di Punta Gorzone è stata posta all’attenzione di tutte le autorità competenti per la pericolosità e per il grave rischio che incombe sulla popolazione residente. Qualche piccolo intervento è stato approntato, ma risulta assolutamente insufficiente rispetto alla conformazione morfologica di quest’area — afferma il sindaco Romano Tiozzo -. La proposta progettuale richiede ora una valutazione e una sensibilità sotto il profilo finanziario, magari attraverso la realizzazione di un accordo di programma che veda impegnati Regione, Magistrato alle acque e Comune”.
Il problema era stato sollevato sin dal 2003, dall’ex assessore Boscolo Cocuccia (giunta Guarnieri), che si era fatto promotore dell’elaborazione dei primi progetti per l’intervento. Constatata l’urgenza della questione, l’ex assessore Convento (giunta Romano Tiozzo) aveva continuato il lavoro, per arrivare alla messa in sicurezza delle rive, che sembrava ormai imminente, ottenendo l’impegno del Magistrato alle Acque, anche se poi le vicende di politica interna, che hanno portato all’avvicendamento degli assessori ai lavori pubblici nell’attuale Giunta, non hanno certamente favorito l’avanzamento delle pratiche.
Il problema era sorto dal momento che Punta Gorzone era rimasta esclusa dall’intervento di consolidamento che aveva interessato la riva destra del Brenta, dal campeggio Smeraldo a Ca’ Pasqua. Impensabile per un territorio abitato da 66 persone distribuite in circa 20 abitazioni. L’insediamento moderno in quest’area è iniziato 70-80 anni fa: questo lembo di terra aveva una certa importanza anche prima, per la sua posizione strategica, tanto che era collegato con un ponte, oggi crollato, alla Val Granda e da una fermata di vaporetto. I fiumi, in quel tratto, creano un certo movimento d’acqua perché la profondità è anche di tre o quattro metri. Lo sanno bene gli ospiti della darsena Marina del Sole, che si trova a poca distanza in linea d’aria.
Il Magistrato, che ha competenza sull’area, ha presentato al Comune un progetto per la difesa dell’area, il costo del quale dovrebbe aggirarsi intorno ai 2-3 milioni di euro.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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