Biogas della discordia

Non sarà sicuramente da sola l’amministrazione comunale in questa guerra ormai dichiarata alla ditta che ha ottenuto nei mesi scorsi il nulla osta regionale per la realizzazione di un impianto a biogas nel comune di Conselve, al confine con Tribano. Dopo aver gridato a gran voce il proprio dissenso, l’amministrazione ha indetto un consiglio comunale straordinario nel quale anche le minoranze (ad esclusione di un unico astenuto) hanno firmato una mozione nella quale si chiede la delocalizzazione dell’impianto.
Nel corso della seduta si è infatti sottolineato che l’area dove verrà realizzato l’impianto (via Olmo) si trova a confine con molte abitazioni e a poche centinaia di metri in linea d’aria da aree urbanizzate come Tribano e Olmo e ciò potrebbe determinare forti odori e rumori, nonché presenza di insetti molesti ed emissioni in atmosfera di residui gassosi legati alla fermentazione dei materiali trattati e dai prodotti di lavorazione. Inoltre l’assemblea ha indicato possibili problemi legati alla viabilità locale, già oggi inadeguata, che verrà sovraccaricata di traffico pesante con il rischio di aumentare l’incidenza dei numerosi sinistri, anche mortali, verificatesi all’incrocio con la Monselice- mare. Nella stessa mozione si è sottolineato che la carreggiata è insufficiente a supportare traffico pesante continuo e l’accesso al sito richiederà la costruzione di un nuovo tratta di strada oggi inesistente.
L’impianto in progetto avrebbe una potenza di un megawatt e dovrebbe utilizzare feci fermentate di bovino e mais. Naturalmente le deiezioni sarebbero trasportate in loco da camion che arriverebbero dagli allevamenti del territorio.
“Non siamo contrari all’impianto in sé – ha spiegato il sindaco, Piergiovanni Argenton – ma alla localizzazione scelta. Qui non esiste già un’azienda agro-zootecnica che ha bisogno di trattare i propri liquami, integrando in qualche modo l’esiguo reddito aziendale. E’ inaccettabile che si voglia realizzare un impianto del genere su dei semplici terreni agricoli con l’unica finalità di realizzare del profitto a danno dell’intera collettività”. Forte preoccupazione sta serpeggiando tra tutti gli abitanti limitrofi alla zona interessata che si preoccupano per la possibile mancanza di controlli nel momento in cui l’impianto andrà a regime. Da alcune settimane è partita una raccolta di firme tra i cittadini: chiunque voglia opporsi all’impianto potrà firmare presso l’ufficio anagrafe comunale o nei banchetti che verranno allestiti in centro la domenica o nel giovedì di mercato.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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