Lo stipendio dei dipendenti cresce di 50 euro

Dopo tante polemiche il Centro servizi anziani Adria torna ad occupare le nostre pagine con una buona notizia. Questa volta sono i sindacati a comunicarla dopo una estenuante trattativa che rischiava di concludersi con un nulla di fatto ma che invece ha raggiunto l’accordo grazie anche alla fattiva collaborazione del Cda dell’ente presieduto da Roberto Scarparo. Si tratta di un accordo per le progressioni orizzontali a ottanta dipendenti che si è tradotto in un arrivo in busta paga di un aumento medio mensile di 50 euro.
Gli incentivi saranno diversificati a seconda delle categorie di inquadramento professionale. Soddisfatti i sindacati per un accordo in bilico sino all’ultimo e arrivato dopo 5 anni di trattative e ben tre presidenti che si sono succeduti alla guida dell’ente. Secondo Fabio Osti della Uil: ”Quello che è stato raggiunto è conforme alle norme contrattuali e rappresenta l’unico modo, oggi, per dare ossigeno alle buste paga degli operatori, in più la progressione acquisita sarà portata anche in pensione”.
Altra conquista importante è il mantenimento della produttività per tutti. Infatti nell’accordo è stato inserito anche un punto che porterà alla verifica della distribuzione dei carichi di lavoro e delle progressioni verticali. Per Francesco Malin della Cisl l’accordo rappresenterebbe la somma degli sforzi fatti sia dal Csa ma soprattutto dai lavoratori il cui impegno non è mai venuto meno. Questa vittoria è merito loro: “Si sono concretizzati enormi sforzi, ricordo come i dipendenti siano sempre stati dediti al lavoro. Questo accordo riconosce la forza produttiva, ora il Csa può ritornare il fiore all’occhiello di Adria”.
Anche il presidente del Csa, Roberto Scarparo, appare soddisfatto: “Abbiamo firmato un accordo importante dopo un parto lunghissimo. Oggi i sindacati portano a casa un contratto conveniente. Un po’ meno per noi che dovremo fare degli sforzi economici importanti. Qui si parla di adeguare le progressioni orizzontali a ottanta persone. Da parte nostra ci sono state alcune perplessità anche giuridiche sulla fattibilità ma poi l’accordo è stato raggiunto. Siamo convinti che i dipendenti abbiano svolto sino ad oggi un buon lavoro. La spesa dell’operazione sarà di circa 43 mila euro annue, ma siamo riusciti a trovare la quadratura del cerchio tra avanzi di amministrazione ed economie di spesa”. Intanto è scoppiata la protesta sindacale alla casa di riposo di Papozze con l’intenzione di richiamare l’attenzione politica sui problemi dell’ente. A una battaglia che si conclude, un’altra ne sta per iniziare.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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