Nel 2011 mancheranno 5 milioni di euro

Non è completamente negativo il giudizio di Angelo Milan sul presente economico dell’Amministrazione le preoccupazioni, infatti, riguardano tutte il futuro dell’ente. L’assessore al Bilancio si è detto soddisfatto per l’equilibrio sostanzialmente mantenuto dal bilancio consuntivo rispetto al previsionale del 2010, in modo meno ottimistico, invece, si è espresso sul prossimo anno: funestato dai tagli ai trasferimenti, da una finanziaria che promette lacrime e sangue e da un patto di stabilità che continuerà ad imprigionare le risorse degli enti locali. Infatti le ultime disposizioni contenute nella finanziaria dello Stato e le indicazioni che giungono dalla Regione non aiutano per nulla l’ufficio Ragioneria ad intravedere un luminoso domani e anzi ha già preso atto dei minori trasferimenti dallo Stato. Attualmente le minori entrate preventivate ammontano a un milione e cinquecentomila euro al quale vanno assommati i minori trasferimenti dalla Regione stimati in altri 500mila euro. Se poi consideriamo i tagli già subiti negli esercizi passati e lo zampino del nuovo codice della strada che attribuisce il 50% degli incassi derivanti dalle sanzioni ai proprietari delle strade, mutilando in questo modo Palzzo Nodari di altri 3milioni di euro, è facile capire che chi vincerà le amministrative in primavera dovrà rassegnarsi all’idea di ereditare una situazione di bilancio non certo incoraggiante. Alla conta infatti mancheranno più o meno 5 milioni di euro.
Ma quali manovre hanno a disposizione gli enti locali per superare questi ostacoli? Considerando i limiti di cassa, la conferma dei tagli, il blocco di molte voci, una soluzione potrebbe essere ridurre le spese, ma quali? I servizi sociali non obbligatori sarebbero, secondo la competenza dell’assessore Milan, voci suscettibili di ridimensionamento quali i contributi alle varie associazioni, o le spese per la Cultura che già quest’anno hanno messo a rischio la stagione teatrale rodigina salvata in extremis grazie a un contributo straordinario dell’azienda gas e rifiuti.
Il Comune non può contare nemmeno sugli investimenti perchè il mercato immobiliare odierno non è più in grado di assorbire le alienazioni, ne sono un esempio i due bandi di concorso usciti nel 2010 per la vendita di fabbricati destinati a procurare entrate per costruire opere pubbliche e che non hanno ricevuto nessuna adesione. Sfortunatamente il bilancio di previsione di spesa per opere pubbliche si aggira sui 14milioni dei quali circa una decina provengono dalle alienazioni, perciò anche il settore dei lavori pubblici ne risentirà.
A completare il già tragico quadro non dimentichiamo il famigerato patto di stabilità che ingabbia il Comune, perchè pur avendo capacità finanziaria e un’amministrazione virtuosa come nel caso di Rovigo, pone un tetto di spesa fino a 1 milione di euro che equivale a fare appalti per un decimo di quelle che sono le esigenze.
“La sommatoria di tutte queste difficoltà – conclude Angelo Milan – complica un percorso già di per sé ad ostacoli, ma non per questo ci spaventiamo o gettiamo la spugna. Le idee non mancano, le soluzioni si troveranno ma necessariamente conterranno tagli”.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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