Romea Commerciale, verso la realizzazione dell’opera

Romea Commerciale, con l’approvazione della Commissione Via nazionale (Valutazione di impatto ambientale) si fa sul serio. Ora l’opera, che è già stata inserita nella Legge Obbiettivo, procederà spedita verso la sua realizzazione con un ulteriore passaggio al Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica). Di fatto la Romea commerciale o meglio l’autostrada Orte Mestre rappresenta un punto focale per lo sviluppo della viabilità nord-sud sul territorio italiano con l’esigenza, inoltre, di ammodernare le nostre infrastrutture, vista l’inadeguatezza della vecchia Romea e la sua pericolosità in termini di incidenti, anche mortali. Per questo nell’approvare il progetto al Cipe il tema della sicurezza è stato prioritario, programmando l’eliminazione di tutti gli incroci a raso. Ma la storia del progetto parte da lontano e risale ad almeno 10 anni fa la prima stesura del progetto che interessa il tratto Venezia-Ravenna. A quel tempo a spingere per la realizzazione di una nuova Romea fu un’associazione presieduta dall’attuale leader del Pd Pierluigi Bersani e l’iter amministrativo poi prosegui con il successivo accordo fra i presidenti della Regioni Veneto, Giancarlo Galan, e quello dell’Emilia Romagna, Vasco Errani. Poi nel giugno del 2003 l’europarlamentare Udc Vito Bonsignore, alla guida di una cordata di aziende disposte ad investire nell’opera pubblica, ha proposto il progetto che prevedendo la prosecuzione della Venezia-Ravenna verso Civitavecchia in gran parte trasformando e “riqualificando” in autostrada a pagamento la superstrada E45 Orte-Cesena. La proposta della cordata Bonsignore ebbe successo e fu subito dichiarata di interesse pubblico da parte dell’Ansas. Ma vediamo i numeri del progetto: l’investimento complessivo stimato per la realizzazione dei 400 chilometri di corridoio fra Mestre e Orte supera i 9 miliardi, mentre il contributo pubblico richiesto per la realizzazione del corridoio autostradale arriva a circa 1,4 miliardi, il resto sarà ad appannaggio dei promotori del progetto, ossia la Gefip Holding, società di Vito Bonsignore, e la cordata collegata, che ha tra i soci finanziari Banca Carige ed Efibanca ai quali è assicurata la concessione dell’opera per 49 anni. Per quanto riguarda i tempi di realizzazione, invece, saranno necessari 9 anni, uno dei quali verrà speso solo per l’approvazione del progetto definitivo dell’intervento, e dunque le prime auto potranno transitare sulla Nuova Romea non prima del 2021. Poi però il territorio rodigino sarà praticamente collegato a Chioggia e troverà sbocchi verso l’innesto con il Passante o a tangenziale di Mestre. Il collegamento con la A4, infatti, è stato fortemente voluto dall’Amministrazione di Chioggia, appunto per avere un aggancio con una arteria importante e adeguata al futuro sviluppo dell’area del Porto. Richiesta accolta “in toto” dalla Commissione via come del resto la stessa comunità clodiense ha ottenuto la bretella per il porto e la città e la sistemazione della strada dell’Arzeron. Sul tratto finale dell’innesto della Romea Commerciale, invece, le polemiche sono feroci soprattutto in merito di un possibile aggancio dell’autostrada al Passante in località Roncoduro, tra Dolo e Pianiga, attraversando così la Riviera del Brenta e con il rischio di dissesti idrogeologici e danni al patrimonio artistico e ambientale. Per questo le proteste sono state, e continuano ad essere, molte anche in merito alla possibilità che per l’innesto della Romea a Roncoduro venga scavato un tunnel sotto il Naviglio del Brenta a Sambruson e a questo punto la Commissione Via non esclude altre eventuali soluzioni, anche se l’ipotesi di un aggancio alla tangenziale di Mestre passando per i centri di Malcontenta e Oriago e Marghera è già stata accantonata.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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