Scarparo: “Non mi dimetto”

Davvero non sembra esserci pace per il Cda della casa di riposo di Adria. Dopo le contestazioni mosse dall’Idv nei confronti del presidente Roberto Scarparo, nei mesi scorsi ora sono i suoi stessi consiglieri: Sandra Passadore, Lorenzo Bertaglia e Gastone Ferrarese, a muovergli guerra, tanto da arrivare a chiedere le sue dimissioni. “E’ evidente che si tratta di una rappresaglia per quanto è successo a Palazzo Tassoni — ha spiegato lo stesso Scarparo – anche perché l’ente ha ben operato e fino al momento del commissariamento del Municipio la mia gestione è stata elogiata anche dallo stesso ex primo cittadino, Massimo Barbujani”. Ma per raccontare la situazione che in questi giorni è venuta a crearsi all’interno del Csa è opportuno andare per tappe e dunque ripercorrere anche quegli ultimi minuti di vita dell’Amministrazione che lo scorso 9 novembre ha chiuso i battenti. Il quell’occasione Roberto Scarparo in veste di consigliere di maggioranza diede le dimissioni insieme ad altri dieci colleghi decretando, di fatto, la caduta della maggioranza guidata da Barbujani. “Nei giorni successivi — continua scarparo — l’ex sindaco mi inviò una lettera intimidatoria, invitandomi a dare le dimissioni come avevo fatto in consiglio comunale. A seguire mi venne recapitata anche quella sottoscritta dai tre consiglieri del Cda della casa di riposo che riportava lo stesso invito. Però io sono stato eletto dagli adriesi e poi incaricato dal sindaco a guidare l’ente, mentre loro non hanno preso alcuna preferenza e si trovano a gestire l’ente solo perché Barbujani li ha nominati, o forse sarebbe meglio dire che Mauro Mainardi li ha voluti al Csa, visto che è lui il vero grande manovratore della politica adriese”. Ora il presidente Scarparo rivendica anche gli ottimi risultati raggiunti a distanza si appena qualche anno dopo la gestione tecnica del passato. “In questi mesi — continua il presiedente — abbiamo chiuso un’importante trattativa con il sindacato aumentando lo stipendio ai lavoratori, è stato creato un nuovo nucleo per l’Alzheimer e ora vorrebbero sfiduciarmi? Tra l’altro va fatto notare che il Csa è un’Ipab e come tale è controllata dalla Regione non dal municipio. Pertanto non esiste alcuna norma che consenta di sfiduciare il presidente di un’Ipab. Ripeto: la posizione dei consiglieri Passadore, Bertaglia e Ferrarese è del tutto pretestuosa e risponde alle trame ordite dal coordinatore provinciale del Pdl, Mauro Mainardi”. Appurato che secondo il presidente si tratta di una manovra politica resta da capire che cosa ne sarà dell’ente. “Con i miei legali — ha concluso Scarparo — sto valutando la situazione, ma ci tengo a precisare che per rinnovare il consiglio sarebbe bastato aspettare fino a maggio, quando ci saranno le nuove elezioni amministrative”.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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