Sindaco sfiduciato da opposizione e dissidenti

E’ finito con una mozione di sfiducia al sindaco il Consiglio comunale del 29 novembre scorso (che raccontiamo proprio a chiusura di giornale).
Un consiglio che resterà nella storia, per la sua conclusione con la rocambolesca fuga del primo cittadino. La tragicommedia era nata al momento della presentazione, del tutto inattesa, delle dimissioni dell’assessore all’Ambiente e trasporti Claudio Bullo, appena mezz’ora prima della pubblica assemblea. Dopo che Romano Tiozzo ha lasciato la sala, 16 consiglieri hanno firmato una mozione di sfiducia che decreterà probabilmente il licenziamento del sindaco e l’arrivo di un commissario prefettizio.
Dopo il Consiglio comunale del 25 ottobre, durante il quale Romano Tiozzo aveva annunciato le sue dimissioni, non si era arreso e il 13 novembre scorso le aveva ritirate, dopo venti giorni di riflessione utili per verificare la propria maggioranza. Per riconfermare il suo ruolo aveva proposto ai consiglieri di maggioranza un documento programmatico in dieci punti per concludere il mandato amministrativo.
Erano 17 i consiglieri firmatari del programma, sui quali Tiozzo pensava di poter contare in Consiglio per contrastare i 13 consiglieri dell’opposizione.
Con questo accordo sembrava dunque aprirsi una nuova fase dell’amministrazione Tiozzo, che era sembrata però subito traballante, visti i contrasti che perduravano in seno alla maggioranza. Del resto non era iniziata benissimo, considerando che i consiglieri della Lega non erano stati messi al corrente della presentazione del programma, del quale risultavano, inspiegabilmente, firmatari.
Nel documento mancavano anche le firme di tre consiglieri di maggioranza: Brunetto Mantovan, Andrea Comparato e Massimo Aprile, che non erano stati interpellati e avevano deciso di mantenere un atteggiamento di opposizione critica votando a favore dei soli provvedimenti che riterranno utili per la città.
“Quella che viene proposta è solo la Giunta di Romano Tiozzo, non quella indicata dal Pdl”. Questo aveva dichiarato Mario Della Tor, segretario provinciale del Pdl, quando era stato messo a conoscenza da Brunetto Mantovan del ritiro delle dimissioni di Romano Tiozzo. Sulla base delle dichiarazioni di Dalla Tor, i tre consiglieri comunali di maggioranza
I “transfughi”, ovvero quelli che non hanno avevano firmato il documento di rilancio del sindaco al momento del ritiro delle sue dimissioni si erano ritenuti liberi di votare i vari provvedimenti senza obbligo di solidarietà di maggioranza e senza essere defenestrati dal partito.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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