Acqua più “salata” nella Bassa Padovana

Quando si parla di crisi economica è impossibile non fare riferimento ai rincari. Oltre a petrolio ed energia, quest’anno ci si mette anche l’acqua. I 506.221 cittadini padovani serviti da AcegasAps e dal Cvs hanno trovato una novità in bolletta. Un piccolo aumento che certo non metterà in crisi le famiglie della provincia, ma di sicuro sarà un’ulteriore goccia nel fiume di ritocchi. Secondo le previsioni l’aumento doveva essere più sostanzioso, invece si è attestato all’1,05% per gli utenti di AcegasAps e al 2,81% per tutti quelli serviti dal Centro Veneto Servizi di Monselice. La proposta è stata concretizzata dal Cda dell’Aato Bacchiglione. Gli amministratori dell’Aato, di cui fanno parte 144 comuni, 61 dei quali padovani, hanno deliberato all’unanimità la proposta dell’aumento della tariffa media del consumo dell’acqua potabile. Se prima un metro cubo d’acqua distribuita costava 1,33289 euro, ora sarà un po’ più caro.
L’aumento medio del 1,05% riguarda gli abitanti di Padova, Abano Terme, Legnaro, Sant’Angelo di Piove, Piove di Sacco, Brugine, Polverara, Arzergrande, Pontelongo, Correzzola, Codevigo. Quello del 2,81% i residenti di Albignasego, Ponte San Nicolò, Casalserugo, Bovolenta, Bagnoli di Sopra, Conselve, Monselice ed Este, Montagnana, Vo’ Euganeo e Arquà Petrarca. Ma facciamo un esempio per quantificare nella pratica le percentuali di aumento. La spesa media nel Cvs era di 246 euro, mentre i padovani spendevano annualmente per l’acqua 164 euro. Il passaggio sarà quindi rispettivamente a 254 euro annui e 166 euro. A fronte di un consumo quasi identico, che si assesta fra i 125 e i 135 metri cubi all’anno per contatore.
Le famiglie dell’area a sud dei colli dovranno perciò sborsare mediamente otto euro in più. Poca cosa, a pensarci bene. Soprattutto considerando che l’esempio è calcolato su una famiglia media composta da papà, mamma e un figlio. Ma per i nuclei in difficoltà, stremati dalla crisi, tutto fa brodo. In ogni caso c’è da ritenersi fortunati visto che le previsioni davano quasi certo un aumento del 4,66% ipotizzato già l’anno scorso all’interno del piano pluriennale Aato Bacchiglione valido sino al 2014. Rimane però da precisare un dato per certi versi allarmante: il rincaro non è dovuto effettivamente ad un aumento del costo dell’acqua che è invece previsto per il 2012. La modifica in bolletta è nata da una serie di interventi che sono già stati programmati dal Cvs e da altri fattori tecnici. Acquedotti da sistemare, depuratori da installare e tenere a regime, progetti e piani fondamentali per l’approvvigionamento idrico. Tutti lavori indispensabili per mantenere un alto livello di qualità. Inoltre non bisogna sottovalutare un fattore geografico: Padova è più vicina alle fonti e l’approvvigionamento diventa decisamente meno dispendioso. Per il Centro Veneto Servizi l’acqua arriva direttamente dalla Pedemontana. Un fattore che porta certamente un costo più elevato, ma anche una qualità nettamente più alta che si traduce in un miglioramento della salute dei cittadini. Spesso infatti, i cittadini vengono esortati ad utilizzare più acqua del rubinetto, in virtù delle sue qualità positive. In questo senso, le iniziative di sensibilizzazione si sono diffuse nel tempo con la creazione di distributori d’acqua pubblici o l’utilizzo di acqua “scaraffata” addirittura nelle assemblee pubbliche e nei consigli comunali. Compatto il “No agli aumenti delle tariffe” da parte di tutte le sigle sindacali. Appuntamento al 2012 per un nuovo rincaro.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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Acqua più “salata” nella Bassa Padovana

Quando si parla di crisi economica è impossibile non fare riferimento ai rincari. Oltre a petrolio ed energia, quest’anno ci si mette anche l’acqua. I 506.221 cittadini padovani serviti da AcegasAps e dal Cvs hanno trovato una novità in bolletta. Un piccolo aumento che certo non metterà in crisi le famiglie della provincia, ma di sicuro sarà un’ulteriore goccia nel fiume di ritocchi. Secondo le previsioni l’aumento doveva essere più sostanzioso, invece si è attestato all’1,05% per gli utenti di AcegasAps e al 2,81% per tutti quelli serviti dal Centro Veneto Servizi di Monselice. La proposta è stata concretizzata dal Cda dell’Aato Bacchiglione. Gli amministratori dell’Aato, di cui fanno parte 144 comuni, 61 dei quali padovani, hanno deliberato all’unanimità la proposta dell’aumento della tariffa media del consumo dell’acqua potabile. Se prima un metro cubo d’acqua distribuita costava 1,33289 euro, ora sarà un po’ più caro.
L’aumento medio del 1,05% riguarda gli abitanti di Padova, Abano Terme, Legnaro, Sant’Angelo di Piove, Piove di Sacco, Brugine, Polverara, Arzergrande, Pontelongo, Correzzola, Codevigo. Quello del 2,81% i residenti di Albignasego, Ponte San Nicolò, Casalserugo, Bovolenta, Bagnoli di Sopra, Conselve, Monselice ed Este, Montagnana, Vo’ Euganeo e Arquà Petrarca. Ma facciamo un esempio per quantificare nella pratica le percentuali di aumento. La spesa media nel Cvs era di 246 euro, mentre i padovani spendevano annualmente per l’acqua 164 euro. Il passaggio sarà quindi rispettivamente a 254 euro annui e 166 euro. A fronte di un consumo quasi identico, che si assesta fra i 125 e i 135 metri cubi all’anno per contatore.
Le famiglie dell’area a sud dei colli dovranno perciò sborsare mediamente otto euro in più. Poca cosa, a pensarci bene. Soprattutto considerando che l’esempio è calcolato su una famiglia media composta da papà, mamma e un figlio. Ma per i nuclei in difficoltà, stremati dalla crisi, tutto fa brodo. In ogni caso c’è da ritenersi fortunati visto che le previsioni davano quasi certo un aumento del 4,66% ipotizzato già l’anno scorso all’interno del piano pluriennale Aato Bacchiglione valido sino al 2014. Rimane però da precisare un dato per certi versi allarmante: il rincaro non è dovuto effettivamente ad un aumento del costo dell’acqua che è invece previsto per il 2012. La modifica in bolletta è nata da una serie di interventi che sono già stati programmati dal Cvs e da altri fattori tecnici. Acquedotti da sistemare, depuratori da installare e tenere a regime, progetti e piani fondamentali per l’approvvigionamento idrico. Tutti lavori indispensabili per mantenere un alto livello di qualità. Inoltre non bisogna sottovalutare un fattore geografico: Padova è più vicina alle fonti e l’approvvigionamento diventa decisamente meno dispendioso. Per il Centro Veneto Servizi l’acqua arriva direttamente dalla Pedemontana. Un fattore che porta certamente un costo più elevato, ma anche una qualità nettamente più alta che si traduce in un miglioramento della salute dei cittadini. Spesso infatti, i cittadini vengono esortati ad utilizzare più acqua del rubinetto, in virtù delle sue qualità positive. In questo senso, le iniziative di sensibilizzazione si sono diffuse nel tempo con la creazione di distributori d’acqua pubblici o l’utilizzo di acqua “scaraffata” addirittura nelle assemblee pubbliche e nei consigli comunali. Compatto il “No agli aumenti delle tariffe” da parte di tutte le sigle sindacali. Appuntamento al 2012 per un nuovo rincaro.

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