L’Ulss 18 non collabora con Palazzo Celio

L’assessore provinciale Guglielmo Brusco, continua la propria battaglia sui conti della Sanità. E nel merito dell’Ulss 18 ha avuto parole di pesante accusa, in quanto l’amministrazione del nosocomio non avrebbe fornito alcuni documenti che l’esponente della Giunta di Palazzo Celio aveva formalmente richiesto. “I dati – spiega Brusco – mi servivano per capire come è stato organizzato il flusso del denaro pubblico indirizzato ai gestori privati della Sanità polesana. In particolare ero interessato alla programmazione relativa all’attività specialistica e dei ricoveri nelle strutture private. Ben più collaborativa, invece, si è dimostrata l’Ulss 19 che ha fornito quanto richiesto con solerzia e precisione”.
Per l’Ospedale rodigino, invece, la richiesta dell’assessore Brusco sarebbe stata troppo generica, mancante di un interesse qualificato da parte del richiedente e, tra l’altro, impropria. Immediate le ire dell’esponente della Giunta di Palazzo Celio che inevitabilmente ha avanzato dubbi sui pregiudizi che l’Ulss 18 ha riservato alla sua attività di indagine. A rinforzare le accuse del politico il comportamento non sempre sopportato da parte dell’utenza, come nel caso delle ingiustificate interruzioni nella fornitura di pannoloni, di cui è stata completamente estranea, invece, l’Ulss 19 di Adria. “Qualcuno, grazie a questa “brillante” trovata — ha sbottato Brusco — è stato costretto ad acquistare a proprie spese ciò che normalmente gli veniva fornito gratuitamente. E’ ora di finirla di cercare risparmi sulla pelle dei cittadini. A furia di limitare le spese per i pazienti, si arriva a limiti non rispettosi dei bisogni della gente”. Nel frattempo, lo scorso 17 dicembre, è stata inaugurata la nuova struttura ospedaliera Santa Maria della misericordia di Rovigo, alla presenza del sottosegretario alla Sanità, Francesca Martini, e del governatore del Veneto, Luca Zaia. Si tratta di un’opera monumentale che accoglie gli utenti in una nuova hall, con tutti i servizi a disposizione, una nuova piastra chirurgica operatoria, nuova rianimazione e nuova area risveglio post intervento. L’opera, iniziata l’8 ottobre 2007 e conclusa lo scorso 13 agosto, è costata 31 milioni di euro dei quali 17 arrivati da contributo regionale e il resto da finanziamenti bancari. La nuova organizzazione prevede l’inversione dell’accesso all’ospedale: prima si entrava da Nord, ora si entra da Sud, dove è appunto collocata tutta la parte strutturale. Tuttavia l’opera ha già suscitato qualche polemica. Il battagliero Guglielmo Brusco, in visita alla piastra polifunzionale, commenta: “Ho potuto vedere una lussuosa costruzione che contrasta pesantemente con la situazione di alcuni reparti, lasciati invece in condizioni difficilissime”. Le polemiche per l’apparente sfarzosità sono state subito taciute da Zaia che riconosce al direttore generale, Adriano Marcolongo, un’ottima gestione del denaro dei contribuenti.

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Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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