Scuole, l’Ipsia non rischia la chiusura

L’Ipsia Marconi di Cavarzere non chiude. Dopo le notizie diffuse a mezzo stampa sul rischio chiusura per l’Ipsia Marconi, le smentite. Il dirigente scolastico Gianni Colombo chiarisce e rassicura gli alunni attuali e futuri. “Perché una scuola chiuda, ovvero cessino effettivamente le lezioni — dice Colombo — bisogna che in un istituto ci siano meno di 100 iscritti, cosa che fortunatamente non riguarda l’Ipsia di Cavarzere. La normativa relativa al numero minimo dei 500 iscritti riguarda, semmai, un altro aspetto, ovvero l’autonomia di presidenza e segreteria. Se in un istituto, infatti, gli iscritti sono al di sotto dei 500, come nel nostro caso, secondo la normativa la scuola in questione non dovrebbe avere segreteria e presidenza proprie, bensì in comune con altri istituti. Tuttavia, tale normativa può essere soggetta a qualche deroga regionale, come in effetti accade per l’Ipsia di Cavarzere, quindi anche da questo punto di vista, perlomeno per l’anno in corso, non ci saranno particolari modifiche di organizzazione e tantomeno il rischio la chiusura.”
L’Ipsia Marconi rappresenta una fondamentale risorsa per il territorio cavarzerano, in quanto è l’unico istituto di scuola superiore secondaria. Inoltre, costituisce un punto di riferimento importante anche per altre province: “Nel nostro istituto — dice la vicepreside Frediana Fecchio — confluiscono ragazzi provenienti da Venezia, Padova e Rovigo. In generale la scuola raccoglie ragazzi provenienti da circa 30 comuni”. Probabilmente, l’istituto potrebbe addirittura contare su una maggiore affluenza se il trasporto pubblico fosse più agevole: infatti, anche per un paese vicino come Loreo (circa 20 km da Cavarzere), raggiungere l’istituto con i mezzi pubblici diventa complicato, in quanto viene fatto un giro molto più ampio che porta il tragitto addirittura ad una durata di 40-50 minuti. “Sappiamo che le società di trasporto pubblico non devono tenere conto delle nostre esigenze — commenta Colombo — comunque anche il trasporto è un dato di fatto che influisce sulla scelta della scuola. Ad ogni modo, non è detto che in futuro non possa migliorare anche quest’aspetto”.
Il valore dell’istitutomè sempre stato riconosciuto sia in Provincia sia a livello locale. L’amministrazione provinciale da cui la scuola dipende, infatti, ha sempre manifestato l’intenzione di salvaguardarlo; anche l’amministrazione comunale, in particolare l’assessore del Settore scolastico Roberta Crepaldi, pur non avendo potere decisionale al pari della Provincia, ha sempre fatto in modo di fornire alla scuola un valido supporto.
“Bisogna soprattutto guardare in quale contesto è inserita la nostra scuola — dice ancora Colombo — e riconoscerne la funzione. Siamo in una zona periferica della provincia e in una città relativamente piccola, il che significa che possedere un istituto superiore rappresenta un valore per tutto il territorio, sia dal punto di vista produttivo, ma anche e soprattutto per dare un punto di riferimento ai ragazzi di questa zona. Cerchiamo sempre, infatti, di guardare alla storia di ogni nostro allievo, cercando di offrirgli un percorso adatto alle sue capacità e al suo trascorso personale. Per noi gli alunni non sono certo numeri, ma persone con una storia, un carattere, delle aspirazioni. Per questo, infatti, penso che gli enti pubblici, le famiglie e gli alunni tengano molto all’apertura e all’autonomia di questa scuola”.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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