Vigili urbani uniti per essere più efficienti

C’è un comando da costruire. Il Miranese, almeno sulla carta, è destinato ad avere presto un’unica figura responsabile della gestione della polizia locale per i sette comuni. Lo chiede la Regione per razionalizzare il servizio, attraverso la cosiddetta “zonizzazione”. Martellago, Mirano, Noale, Salzano, Santa Maria di Sala, Scorzè e Spinea avranno dunque un unico comandante dei vigili, pur mantenendo i singoli presidi locali. Tempi e modi sono ancora tutti da decidere. Intanto le singole realtà si muovono, non senza strappi. Se il comando unico del Miranese Nord, che coinvolge le polizie locali di Martellago, Scorzè e Salzano è ormai realtà, dall’inizio di quest’anno anche Santa Maria di Sala allarga i suoi orizzonti: il suo comandante, Aldo Pagnin, dal 1 gennaio comanda anche i vigili di Pianiga. Lo prevede una convezione approvata dai due comuni, che instaura una forma di collaborazione finalizzata al risparmio delle risorse e alla condivisione di problemi simili, soprattutto viabilistici. L’onere retributivo da parte dei due comuni sarà sostenuto secondo i principi di solidarietà ed equa ripartizione e cioè proporzionalmente alle ore di servizio prestate presso ciascun comune. Una soluzione che permetterà ai salesi, per quanto li riguarda, un risparmio pari a circa un terzo della spesa finora sostenuta. “Le necessità di bilancio degli enti locali e la ricerca della maggiore efficienza nella gestione del personale diventano sempre più impellenti — spiega il sindaco salese Paolo Bertoldo — oggi il difficile compito degli amministratori è quello di ridurre i costi senza ridurre la qualità dei servizi e la decisione di individuare un unico comandante per i due comuni va proprio in questa direzione”. Poi c’è Spinea: anche questo comune guarda fuori comprensorio. È già realtà la convenzione con il colosso Venezia e il comune di Marcon. Insieme i tre comuni daranno vita a un solo comando che prevede anche un’unica centrale operativa e l’accentramento delle funzioni di infortunistica stradale e accertamento delle contravvenzioni, oltre naturalmente alla condivisione dei controlli sul territorio. In pratica a Spinea potranno lavorare vigili in servizio a Venezia e viceversa. Insomma, per ora lavori in corso ovunque. Facendo due conti nel Miranese operano oggi poco meno di 70 vigili. I comandi più numerosi sono quelli di Mirano e Spinea, con 13 agenti ciascuno in organico. Per quanto riguarda i mezzi di servizio, tra auto e moto, sono circa la metà del personale: 35. Sulle dotazioni operative invece c’è ancora molto da fare: solo Santa Maria di Sala ha già attivato la videosorveglianza, Mirano lo sta per fare, questione di qualche mese. Nessun comando utilizza i famigerati T-red per il rilevamento delle infrazioni ai semafori, pochi hanno a disposizione il telelaser per l’accertamento della velocità a distanza. Ad ogni modo si va avanti e l’obiettivo di creare un unico corpo di polizia locale per il Miranese resta la strada maestra. Sullo sfondo del comando unico però c’è un progetto ben più ambizioso: l’Unione dei comuni del Miranese. Se attuata sarebbe la più grande in Italia, con un bacino di quasi 140 mila abitanti. Oltre alla polizia locale prevederebbe l’associazione di molte altre funzioni oggi in mano ai singoli enti, come la protezione civile, la programmazione culturale e certo personale amministrativo. Indubbi i vantaggi, necessariamente lunghi i tempi.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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Vigili urbani uniti per essere più efficienti

C’è un comando da costruire. Il Miranese, almeno sulla carta, è destinato ad avere presto un’unica figura responsabile della gestione della polizia locale per i sette comuni. Lo chiede la Regione per razionalizzare il servizio, attraverso la cosiddetta “zonizzazione”. Martellago, Mirano, Noale, Salzano, Santa Maria di Sala, Scorzè e Spinea avranno dunque un unico comandante dei vigili, pur mantenendo i singoli presidi locali. Tempi e modi sono ancora tutti da decidere. Intanto le singole realtà si muovono, non senza strappi. Se il comando unico del Miranese Nord, che coinvolge le polizie locali di Martellago, Scorzè e Salzano è ormai realtà, dall’inizio di quest’anno anche Santa Maria di Sala allarga i suoi orizzonti: il suo comandante, Aldo Pagnin, dal 1 gennaio comanda anche i vigili di Pianiga. Lo prevede una convezione approvata dai due comuni, che instaura una forma di collaborazione finalizzata al risparmio delle risorse e alla condivisione di problemi simili, soprattutto viabilistici. L’onere retributivo da parte dei due comuni sarà sostenuto secondo i principi di solidarietà ed equa ripartizione e cioè proporzionalmente alle ore di servizio prestate presso ciascun comune. Una soluzione che permetterà ai salesi, per quanto li riguarda, un risparmio pari a circa un terzo della spesa finora sostenuta. “Le necessità di bilancio degli enti locali e la ricerca della maggiore efficienza nella gestione del personale diventano sempre più impellenti — spiega il sindaco salese Paolo Bertoldo — oggi il difficile compito degli amministratori è quello di ridurre i costi senza ridurre la qualità dei servizi e la decisione di individuare un unico comandante per i due comuni va proprio in questa direzione”. Poi c’è Spinea: anche questo comune guarda fuori comprensorio. È già realtà la convenzione con il colosso Venezia e il comune di Marcon. Insieme i tre comuni daranno vita a un solo comando che prevede anche un’unica centrale operativa e l’accentramento delle funzioni di infortunistica stradale e accertamento delle contravvenzioni, oltre naturalmente alla condivisione dei controlli sul territorio. In pratica a Spinea potranno lavorare vigili in servizio a Venezia e viceversa. Insomma, per ora lavori in corso ovunque. Facendo due conti nel Miranese operano oggi poco meno di 70 vigili. I comandi più numerosi sono quelli di Mirano e Spinea, con 13 agenti ciascuno in organico. Per quanto riguarda i mezzi di servizio, tra auto e moto, sono circa la metà del personale: 35. Sulle dotazioni operative invece c’è ancora molto da fare: solo Santa Maria di Sala ha già attivato la videosorveglianza, Mirano lo sta per fare, questione di qualche mese. Nessun comando utilizza i famigerati T-red per il rilevamento delle infrazioni ai semafori, pochi hanno a disposizione il telelaser per l’accertamento della velocità a distanza. Ad ogni modo si va avanti e l’obiettivo di creare un unico corpo di polizia locale per il Miranese resta la strada maestra. Sullo sfondo del comando unico però c’è un progetto ben più ambizioso: l’Unione dei comuni del Miranese. Se attuata sarebbe la più grande in Italia, con un bacino di quasi 140 mila abitanti. Oltre alla polizia locale prevederebbe l’associazione di molte altre funzioni oggi in mano ai singoli enti, come la protezione civile, la programmazione culturale e certo personale amministrativo. Indubbi i vantaggi, necessariamente lunghi i tempi.

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