Edilizia, il crollo è finito, si riparte a piccoli passi

L’edilizia in Riviera del Brenta riparte, riuscendo ad evitare il tracollo. Ma riparte ridimensionata e ristrutturata. A dire la verità non tutti si salvano. I grossi gruppi locali spesso si, puntando però su qualità e abbassando i prezzi. Nella bufera invece le imprese a struttura artigianale a cui le banche fanno più fatica a far credito rispetto alle aziende più grandi. Queste non essendo pagate dai fornitori pubblici e privati nei tempi previsti, e non avendo capitali immobiliari di garanzia sono letteralmente costrette a chiudere. Anche i grossi gruppi comunque rischiano grosso. Un caso clamoroso è quello che riguarda il gruppo Ormenese in Riviera del Brenta. Il gruppo edilizio che ha sede a Mira è salvo, grazie ad un accordo con le banche, che vede nuovi finanziamenti per 10 milioni di euro. Era esposto con debiti fino a 49 milioni di euro. Con l’accordo quadro sono stati salvaguardati 100 posti di lavoro, compreso l’indotto insieme alla realizzazione di numerose opere pubbliche e private a Dolo, Mira, Spinea e Fiesso D’Artico, che parevano non potessero essere completate. “Con l’accordo di ristrutturazione fatto con le banche — ha detto il titolare Fabrizio Ormenese — finalmente si può dire che il peggio è passato. Dopo i crolli delle vendite nel campo dell’edilizia negli anni 2008 e 2009 ora le cose vanno meglio. Il mercato è in crescita dopo due anni davvero terribili. Le prospettive del 2011 sono buone e si pensa che, grazie a prodotti di qualità, come abitazioni, che puntano sulla domotica o sul risparmio energetico, le cose andranno decisamente meglio. Ad ora son riuscito ad evitare i licenziamenti”. A dare credito al gruppo con un accordo finanziario quadro firmato l’11 febbraio sono stati gli istituti bancari. Ecco la lista: Cassa Risparmio di Venezia, Cassa Risparmio del Veneto, Banco di Brescia, Banco San Marco, Banca del Veneziano, Bnl, Unicredit, Medio Credito del Friuli Venezia Giulia, Medio Credito del Trentino Alto Adige, Monte dei Paschi di Siena, Antonveneta, Banca Intermobiliare, Veneto Banca. L’accordo di ristrutturazione e’ stato poi depositato il 14 febbraio al Tribunale di Venezia per la sua omologa. Le banche oltre ad accettare la rinegoziazione dei finanziamenti, si sono impegnate a supportare il gruppo tramite l’erogazione di circa 10 milioni di euro, da destinare al riequilibrio finanziario. Il Piano industriale di riorganizzazione si basa anche su attività immobiliare, completamento delle iniziative. Il gruppo intende ripartire sviluppando in 4 anni investimenti per 130 milioni di euro. Fra le opere previste: il centro civico di Dolo, il centro commerciale, in località Cà Tron; la nuova caserma dei carabinieri di Oriago, e il centro Auser di Fiesso d’Artico e la riqualificazione dell’area centrale attigua alla Chiesa di San Vito e Modesto di Spinea. In ripresa anche gruppi come la Clea di Campolongo. Quello, che più preoccupa, però, ad esempio anche nel veneziano nel settore dell’edilizia pubblica, è la rigidità del Patto di stabilità contestato in prima dai stessi sindaci che porterà nel 2011 al blocco in Veneto di 280 milioni di investimenti da parte dei Comuni e nel 2012 il blocco interesserà investimenti per 353,6 milioni. Poi ci sono i pagamenti in ritardo da parte delle amministrazioni pubbliche: il tempo medio è 107 giorni, 3 mesi e mezzo oltre i termini contrattuali (2,5 mesi) e 5 mesi oltre la nuova scadenza di un mese fissata dalla nuova direttiva europea, ma sono registrati anche tempi di pagamento di due anni dalla consegna dell’opera conclusa. I ritardi riguardano il 98% delle imprese. E come già detto, qualche azienda avendo fondi da parte aspetta, la maggioranza chiude.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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