Energie alternative, l’ora della verità

Settimane cruciali per la diffusione delle agroenergie, in particolare nel Conselvano dove si sono concentrate alcune iniziative di investitori ed aziende interessate a cogliere le opportunità dei finanziamenti agli impianti che sfruttano le energie rinnovabili, dal biogas al fotovoltaico. Da quasi un anno la Regione ha trasferito le competenze per gli impianti di media potenza ai Comuni, lasciando però il cerino in mano agli amministratori locali, quasi mai attrezzati per un’istruttoria accurata. Ora se passerà l’emendamento in finanziaria che vieta i grandi impianti potrebbe verificarsi una corsa ad accaparrarsi le ultime occasioni. Ed è quello che teme il sindaco di Conselve Antonio Ruzzon, da mesi alle prese con la questione.
STOP PER TUTTI. Per questo Ruzzon ha chiesto alla giunta Zaia di osare di più e di non limitarsi ad applicare l’emendamento alla finanziaria: meglio congelare tutte le iniziative non ancora autorizzate. “Finché la legge regionale non entrerà in vigore – spiega il sindaco – in tanti cercheranno di presentare progetti per i grandi impianti, consapevoli di poter sfuggire alle future restrizioni. Gli amministratori ribadiscono però la necessità di individuare i siti idonei per gli impianti attraverso un piano energetico regionale da approvare entro la fine dell’anno. Quindi che senso ha lasciare un’ultima opportunità in questi giorni?”. Ruzzon teme che a Conselve come in altre località, considerate “appetibili” per gli investimenti nelle energie alternative che godono di generosi incentivi pubblici, arrivino nuove richieste dell’ultima ora, che andrebbero ad aggiungersi a quelle già presentate e, puntualmente, sarebbero fonte di polemiche a non finire. “Dare il via libera a questi impianti – conclude- significherebbe disattendere gli obiettivi dell’emendamento, che punta a mettere un freno alle iniziative a maggior impatto. Prima stabiliamo quali sono i luoghi e le caratteristiche degli impianti, poi riprendiamo in mano tutti i progetti. Non è una decisione che possiamo prendere noi sindaci perché è la Regione che ha il potere legislativo, in fondo basta un piccolo sforzo e la volontà politica di non lasciare i sindaci in balia di pressioni e iniziative che potrebbero essere controproducenti per il territorio”.
CONSIGLIO STRAORDINARIO. L’opposizione chiede un consiglio comunale straordinario per approvare un provvedimento che metta un freno al proliferare di impianti di biogas e “campi fotovoltaici”. Il gruppo “Vivere Conselve” ha elaborato una proposta di delibera che dovrebbe diventare una sorta di vademecum per i tecnici comunali chiamati ad approvare i progetti di iniziative che sfruttano le energie alternative. “Da fine novembre non è stato assunto alcun provvedimento in materia. – afferma l’ex sindaco Luciano Sguotti – Contro questa inerzia incomprensibile chiederemo al consiglio di approvare delle linee guida da applicare ai Pat, i piani di assetto del territorio”. La minoranza propone di mettere un tetto di 150 Kw alla potenza degli impianti di biomasse e biogas in zona agricola, per valorizzare le fonti rinnovabili a piccola scala in regime di auto produzione. La potenzia potrà essere superiore solo in caso in cui l’azienda dimostri un bilancio energetico positivo. La distanza minima tra impianti di biogas dovrà essere superiore a 300 metri e almeno a 400 metri dai centri abitati. Limitazioni anche per il fotovoltaico a terra, ad eccezione di impianti in aree agricole fino a 200 kw per il fabbisogno delle aziende.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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