I murales abbelliscono le scuole

C’è chi li disprezza, considerandoli alla stregua di brutture vandaliche e chi invece li considera una vera e propria forma d’arte. Sui muri della cittadella scolastica di via Matteotti sono comparsi nelle scorse settimane enormi murales colorati.
Non si tratta però dell’opera di vandali annoiati, ma di forme di espressione tipicamente urbane commissionate dalla Provincia. Non c’è dunque bisogno di andarsi a vedere le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza per risalire agli autori: anche perché il tutto è stato fatto alla luce del sole. Le firme sono quelle degli artisti di “Urban code”, che armati di bomboletta hanno dato libero sfogo al proprio estro, sotto lo sguardo divertito di insegnanti, presidi e degli educatori della cooperativa “Sestante” di Venezia.
In un battibaleno, scuole colorate: via quel lugubre grigio che le ha caratterizzate fino ad oggi. Lo stile è ovviamente “graffitaro”, l’arte urbana è tipica dei murales. Si tratta dell’inizio concreto e visibile del progetto “Writers” che in realtà significa “Valorizzazione e Riqualificazione del Territorio Scolastico”, giunto ormai al secondo anno di vita.
L’idea nasce in Provincia, dove gli assessorati all’Istruzione e all’Edilizia scolastica hanno pensato così di raggiungere in un sol colpo quattro obiettivi: incrementare il senso di responsabilità civile dei ragazzi verso gli ambienti scolastici, rivalorizzare gli edifici rendendoli più gradevoli e accoglienti, coinvolgere gli studenti nell’ideazione del progetto di riqualificazione promuovendo la loro partecipazione attiva e infine ridurre la frequenza di atti vandalici nella scuola. In altre parole: se i graffiti sono progettati dai ragazzi e li coinvolgono direttamente, allora diventano anche elemento decorativo per tutti e alla fine prendono il sopravvento su ben più fastidiosi atti vandalici.
Per i quali tra l’altro, alla fine del progetto resterà ben poco spazio fisico, coi muri della scuola quasi interamente occupati dai murales realizzati dagli studenti. Un grande graffito dimostrativo, il primo della serie, è stato realizzato a febbraio davanti ai presidi degli istituti superiori e sotto la supervisione degli educatori di “Sestante”.
Mentre gli artisti di “Urban code” coloravano la grande parete grigia che dà sulla piazzetta degli istituti, partiva intanto l’arruolamento degli studenti che parteciperanno al laboratorio di “Graffiti writing” che si sta tenendo ogni giovedì pomeriggio al distretto scolastico.
Al termine della formazione teorica ci sarà l’addestramento pratico, con gli studenti che impareranno a decorare a colpi di spray i muri della loro scuola e a maggio, prima della conclusione dell’anno scolastico, gran finale con la realizzazione di un gigantesco graffito di 53 metri di lunghezza sul muro dell’auditorium dei tre istituti dedicato ad Arnaldo Trevisan.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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