Ittiturismo: gli operatori chiedono più regole

Il tema dell’ittiturismo è di profondo interesse per una realtà come quella clodiense, nella quale questo nuovo settore sta muovendo i primi passi. L’ittiturismo è un’attività turistico-ricreativa strettamente legata al pescaturismo. Quest’ultimo è praticato in molti luoghi di tutta la penisola, in maniera assolutamente diversificata. Si varia dalla possibilità di brevi escursioni in mari, laghi o laguna, alla eventualità di praticare pesca sportiva o di assistere alla “giornata tipo” di un pescatore. Il tutto è volto anche alla sensibilizzazione, alla conoscenza e alla valorizzazione dell’ambiente costiero.
Al termine della gita è spesso possibile ristorarsi con piatti della tradizione locale, ovviamente a base di pesce, e deliziarsi della gastronomia tipica del luogo nel quale ci si trova.
Questo modo innovativo di vivere la vacanza sta iniziando a prendere piede anche a Chioggia; il fenomeno dell’ittiturismo potrebbe rivelarsi un’enorme risorsa per il territorio clodiense ed anche per molti pescatori costretti al fermo. Questo è stato infatti salutato come sorta di “ancora di salvezza” per il settore della pesca, oggi fortemente in crisi. Tuttavia secondo Maria Grazia Marangon, direttrice dell’Ascom, “l’ittiturismo non può assolutamente esser pensato come la soluzione ai problemi della pesca, questi problemi si risolvono attraverso altri tipi di interventi ”.
Già alcuni dei peculiari casoni che si trovano nella nostra laguna sono stati abilitati a fungere da punti di ristoro per coloro che decidono di dedicare la propria giornata alla conoscenza dei segreti del nostro territorio e dei sapori unici che questo può offrire. Ciò non senza inconvenienti; è infatti recente la notizia delle contestazioni avanzate dal Magistrato alle acque all’ittiturismo “Ai casoni”.
Il titolare dell’attività afferma di non aver ricevuto multe ma l’avviso che potrebbe essere accusato di inquinamento delle acque in seguito alla caduta in mare di briciole di pane.
A sua volta egli contesta un vuoto normativo ed una burocrazia che rende infinitamente oneroso fare tutto in regola, come è giusto comunque fare.
Questo è un punto fondamentale: risulta necessaria una legge regionale che regolamenti questo tipo di attività, che la renda accessibile e ne incentivi lo sviluppo.
Purtroppo, come lamentano alcuni operatori del settore “le normative nazionali sono così vaghe da lasciare spazio alle più varie interpretazioni e contestazioni”.
“Risulta così difficile” continuano “operare con tranquillità. Noi adempiamo a tutti i nostri doveri, però in questo caso la politica deve venirci in soccorso e rispondere ad una nostra esigenza”.
A tal proposito l’Ascom si è espressa in difesa di questo innovativo settore, Maria Grazia Marangon secondo la quale “l’ittiturismo è una proposta sicuramente interessante per ideare una vacanza diversa; è un’opportunità in più che il territorio è in grado di offrire ad un eventuale turista e una possibilità di promozione del nostro territorio”.
E sottolinea l’importanza, per l’Ascom di “aiutare chi è stato il primo ad aver avuto l’idea di mettersi in regola per poter garantire ai clienti un certo standard di qualità”.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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