Passante? Tangenziale libera, Miranese inquinato

Due anni di Passante: il nodo della tangenziale di Mestre appare risolto, ma nel territorio la situazione com’è? Se lo sono chiesti sindaci, assessori e tecnici del Miranese (e non solo), in un convegno organizzato dalla Fondazione “Gianni Pellicani” a due anni dall’apertura della nuova autostrada, vera e propria rivoluzione per il traffico a Nordest, ma anche ferita aperta sulla campagna veneziana. Ad uscirne è un quadro in chiaroscuro: “Se Mestre finalmente respira, lungo il tracciato permangono punti critici, soprattutto in riferimento ai caselli e alle opere di mitigazione”. Un dato su tutti: negli ultimi anni, prima e dopo l’entrata in esercizio del Passante, un Comune come Spinea ha registrato in alcuni quartieri livelli di polveri sottili superiori a quelle fatte registrare tradizionalmente a Mestre. L’avvento del Passante è certamente tra le cause di questa inversione di ruoli. Ma non è soltanto questo il punto. Lo studio della Fondazione Pellicani fa emergere una situazione in continuo cambiamento, soprattutto se si considerano i progetti ancora al palo: dal 2009 il traffico sulla tangenziale di Mestre si è ridotto di quasi 30 mila veicoli al giorno e per il traffico pesante il calo è stato addirittura del 50%. Lo si vede tutti i giorni, con gli incolonnamenti in tangenziale che sono ormai un lontano ricordo. Sul Passante invece il traffico è praticamente raddoppiato rispetto ai primi giorni: nel 2010 ci sono stati in media 60 mila transiti giornalieri, un terzo dei quali è rappresentato da camion. Ma è sulle strade urbane di collegamento (provinciali e regionali soprattutto) che la situazione preoccupa i cittadini, anche perché il dato è rappresentativo di come il territorio sopporta la nuova opera: appare costante il traffico sulle provinciali 81 e 32, in lieve aumento sulla regionale 11 “Riviera del Brenta” e sulla Castellana, con oltre 13 mila veicoli nelle 24 ore infrasettimanali. In controtendenza invece il Terraglio, con circa 200 passaggi in meno tra il 2006 e il 2009. Si modificano i flussi dunque e sarà così anche nei prossimi anni, perché mancano ancora due caselli e relativa rete di accessibilità autostradale, che inevitabilmente inciderà sui paesi e chi li abita. Capitolo compensazione: i progetti arrancano. Il responsabile unico del procedimento, Giuseppe Fasiol, ammette una frenata delle opere nel corso dell’ultimo anno e spiega perché: “Problemi burocratici, un rallentamento in parte naturale dopo la grande corsa iniziale, ma in parte è dipeso anche dal fatto che abbiamo dovuto verificare più volte con Anas la possibilità di procedere”.
A sbloccare la situazione è stato però a dicembre un protocollo d’intesa firmato tra le due società. In questo 2011 si dovrebbe ripartire un po’ ovunque e già in questi primi mesi: sono in arrivo la variante di Robegano e la ciclabile tra le aree Sic, il completamento del raccordo di Marcon, la circonvallazione est di Camprocroce-Sambughè, il collegamento tra la Sp 64, la Zermanesa e l’A27, le aree di servizio lungo il Passante e i due caselli mancanti, quello di Martellago-Scorzè e di Dolo-Pianiga. Si riparte anche col “Passante verde”. “Finora ne è realizzato meno del 50 % — ammette Fasiol — ma si ricomincia subito, già tra marzo e aprile, partendo dalle aree dismesse dei cantieri”. Due le tipologie di intervento, con il posizionamento contestuale di barriere fonoassorbenti e la realizzazione di dune e aree verdi.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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Passante? Tangenziale libera, Miranese inquinato

Due anni di Passante: il nodo della tangenziale di Mestre appare risolto, ma nel territorio la situazione com’è? Se lo sono chiesti sindaci, assessori e tecnici del Miranese (e non solo), in un convegno organizzato dalla Fondazione “Gianni Pellicani” a due anni dall’apertura della nuova autostrada, vera e propria rivoluzione per il traffico a Nordest, ma anche ferita aperta sulla campagna veneziana. Ad uscirne è un quadro in chiaroscuro: “Se Mestre finalmente respira, lungo il tracciato permangono punti critici, soprattutto in riferimento ai caselli e alle opere di mitigazione”. Un dato su tutti: negli ultimi anni, prima e dopo l’entrata in esercizio del Passante, un Comune come Spinea ha registrato in alcuni quartieri livelli di polveri sottili superiori a quelle fatte registrare tradizionalmente a Mestre. L’avvento del Passante è certamente tra le cause di questa inversione di ruoli. Ma non è soltanto questo il punto. Lo studio della Fondazione Pellicani fa emergere una situazione in continuo cambiamento, soprattutto se si considerano i progetti ancora al palo: dal 2009 il traffico sulla tangenziale di Mestre si è ridotto di quasi 30 mila veicoli al giorno e per il traffico pesante il calo è stato addirittura del 50%. Lo si vede tutti i giorni, con gli incolonnamenti in tangenziale che sono ormai un lontano ricordo. Sul Passante invece il traffico è praticamente raddoppiato rispetto ai primi giorni: nel 2010 ci sono stati in media 60 mila transiti giornalieri, un terzo dei quali è rappresentato da camion. Ma è sulle strade urbane di collegamento (provinciali e regionali soprattutto) che la situazione preoccupa i cittadini, anche perché il dato è rappresentativo di come il territorio sopporta la nuova opera: appare costante il traffico sulle provinciali 81 e 32, in lieve aumento sulla regionale 11 “Riviera del Brenta” e sulla Castellana, con oltre 13 mila veicoli nelle 24 ore infrasettimanali. In controtendenza invece il Terraglio, con circa 200 passaggi in meno tra il 2006 e il 2009. Si modificano i flussi dunque e sarà così anche nei prossimi anni, perché mancano ancora due caselli e relativa rete di accessibilità autostradale, che inevitabilmente inciderà sui paesi e chi li abita. Capitolo compensazione: i progetti arrancano. Il responsabile unico del procedimento, Giuseppe Fasiol, ammette una frenata delle opere nel corso dell’ultimo anno e spiega perché: “Problemi burocratici, un rallentamento in parte naturale dopo la grande corsa iniziale, ma in parte è dipeso anche dal fatto che abbiamo dovuto verificare più volte con Anas la possibilità di procedere”.
A sbloccare la situazione è stato però a dicembre un protocollo d’intesa firmato tra le due società. In questo 2011 si dovrebbe ripartire un po’ ovunque e già in questi primi mesi: sono in arrivo la variante di Robegano e la ciclabile tra le aree Sic, il completamento del raccordo di Marcon, la circonvallazione est di Camprocroce-Sambughè, il collegamento tra la Sp 64, la Zermanesa e l’A27, le aree di servizio lungo il Passante e i due caselli mancanti, quello di Martellago-Scorzè e di Dolo-Pianiga. Si riparte anche col “Passante verde”. “Finora ne è realizzato meno del 50 % — ammette Fasiol — ma si ricomincia subito, già tra marzo e aprile, partendo dalle aree dismesse dei cantieri”. Due le tipologie di intervento, con il posizionamento contestuale di barriere fonoassorbenti e la realizzazione di dune e aree verdi.

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