Sforato il Patto di stabilità, il Governo ha inasprito la legge

Il Patto di stabilità interno è un insieme di norme adottate dal Parlamento per coinvolgere gli enti territoriali incentivandoli a comportamenti di spesa e di entrata coerenti con i vincoli assunti dal Governo in sede europea, a causa della profonda crisi economica che ha colpito tutti i Paesi. Per ottenere il rispetto del Patto di stabilità gli enti locali si devono confrontare con le regole dettate della Legge di stabilità che chiama i Comuni con più di 5mila abitanti a realizzare gli obiettivi di finanza pubblica.
La notizia per Cavarzere è lo sforamento al Patto di stabilità per 1.058.000 euro, abbiamo chiesto all’assessore al Bilancio Carlo Mantoan di spiegarne le cause e le conseguenze nell’immediato futuro.
“È bene precisare — afferma — che la giacenza di cassa a fine 2010 era di 1.221.934 euro e lo sforamento del Patto pari a euro 1.058.000, si tratta di una evidente contraddizione. Il rispetto del Patto si concretizza con un risultato dato dalla differenza tra entrate e uscite del Comune, che deve rientrare entro un obiettivo stabilito, sul medesimo calcolo fatto su un anno precedente”. L’assessore precisa che alle entrate correnti dei primi tre titoli del bilancio — entrate tributarie, entrate derivanti da trasferimenti da altri enti pubblici, entrate extratributarie — vengono sottratte le spese legate al funzionamento dell’ente e ai servizi erogati dal Comune del bilancio di previsione, e in questa operazione il Comune di Cavarzere presenta un saldo positivo. “Nella parte in conto capitale, relativa al finanziamento e alla realizzazione di opere pubbliche — continua — si ragiona in termini di cassa, nell’anno 2010 le entrate in conto capitale devono essere pari o superiori alle uscite di cassa. La parte in conto capitale del bilancio è relativa al finanziamento e alla realizzazione di opere pubbliche che tradizionalmente individuano le fonti di finanziamento uno, due o tre anni prima della loro realizzazione”. Precisa poi che Cavarzere aveva ricevuto un finanziamento nel 2007 da parte di una società privata di circa un milione di euro per il restauro del municipio, oltre a un cofinanziamento di un milione e mezzo della Regione Veneto nel 2008, opera che ha generato l’obbligo di pagamenti nel 2010. “Risulta evidente — dichiara l’assessore — che le azioni positive intraprese dall’amministrazione si rivelano elemento negativo per effetto del perverso meccanismo aggravato della legge del luglio 2010 che ha modificato le sanzioni pecuniarie previste per il 2011, decretando la riduzione del contributo statale al Comune pari all’importo dello sforamento. Avendo da tempo programmato le opere pubbliche, l’amministrazione comunale per rispettare il Patto poteva solo bloccare i pagamenti o i lavori, abbiamo scelto di continuare a realizzare le opere e provvedere ai relativi pagamenti per non perdere i finanziamenti e completare le opere”.
Mantoan sottolinea un’ulteriore incongruenza della norma vigente ossia che lo sforamento del Patto, dovuto ai pagamenti di opere pubbliche, riguarda la spesa in conto capitale mentre la sanzione si applica sui trasferimenti correnti del bilancio, creando problemi di gestione corrente. “Rimane l’attesa per le prossime disposizioni governative — commenta l’assessore — che possono decidere misure correttive alle sanzioni pecuniarie previste, a favore dei Comuni d’Italia che si trovano nella medesima situazione del nostro”.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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