Tagli, i comuni del comprensorio in ginocchio

Anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha chiesto alle istituzioni dei più alti livelli dello Stato che i tagli, seppur necessari in periodi di vacche magre come questo, non vengano fatti col machete. Un monito inascoltato? A sentire i sindaci sì. Poco ci manca che i Comuni debbano chiudere, impossibilitati a dare risposte ai cittadini, soprattutto in termini di servizi essenziali. Basta passare in rassegna le ultime novità in tema di lavori e manutenzioni nei paesi, ma anche nella cultura e nell’istruzione sono lacrime e sangue. Adesso anche il sociale, settore sempre delicato da toccare, comincia a soffrire dei sempre minori trasferimenti dallo Stato. E gli effetti si vedono tutti. A Spinea il Comune è rimasto a galla per un soffio nei difficili parametri di mantenimento del patto di stabilità. Le conseguenze sono evidenti: sono rimaste le briciole per un piano di opere pubbliche mai così scarno. Quest’anno gli interventi saranno solo quattro, per un ammontare di appena 935 mila euro. Ci saranno solo manutenzioni e sistemazioni di strade, marciapiedi e ciclabili. Sarà messa mano anche alla scuola Andersen, con lavori di rifacimento del tetto per 150 mila euro, mentre 155 mila euro serviranno alla sistemazione dei serramenti e dei rivestimenti esterni della biblioteca comunale. Previsto anche un investimento di 230 mila euro per il sagrato della nuova piazza di Santa Bertilla. Fine della lista. Gli altri interventi sono tutti rimandati ai prossimi anni. Nel 2012 il Comune prevede di fare manutenzione agli impianti di illuminazione pubblica, ampliare il cimitero, sistemare l’ex scuola Grimm in via Veronese al Graspo d’Uva e mettere mano alle centrali termiche di tutti gli edifici comunali, per un totale di un milione e 375 mila euro. Nel 2013, spazio ai secondi stralci di queste opere e all’adeguamento della normativa antincendio della scuola Mantegna, con più o meno lo stesso impegno di spesa. A Santa Maria di Sala l’allarme tagli, è stato lanciato in tempi meno sospetti già ad inizio anno dal sindaco Paolo Bertoldo e dall’assessore al Bilancio Giovanni Vanzetto. I problemi però si vedono ora e parlano di manutenzioni al palo, anche se urgenti. Lo sa bene chi frequenta la piazzetta di via Cavin di Sala, in pieno centro, ai civici 63 e 65: qui la pavimentazione in porfido è quasi completamente saltata, lasciando buche e avvallamenti che mettono a rischio l’incolumità dei passanti. Un tempo si sarebbe provveduto senza problemi. Ma è il sociale a risentirne maggiormente in uno dei comuni a più alto tasso di disoccupazioni (complice anche la presenza della grande zona industriale). L’allarme oggi si chiama casa, col Comune in difficoltà a trovare un tetto a famiglie in attesa di una sistemazione, che in pochi anni si sono quasi triplicate. Anche Mirano mastica amaro e vara un piano di opere pubbliche, l’ennesimo, smilzo come pochi. Si spera almeno nell’arrivo dei primi fondi dalla Regione per le opere complementari al Passante. Nella cultura gli stanziamenti sono prossimi allo zero: poche migliaia di euro per tutto l’anno. Così il carnevale è stato praticamente azzerato e tenuto in piedi solo grazie ai ragazzi della parrocchia, mentre gli altri appuntamenti, come concerti e dibattiti, sono organizzati in una sorta di “federalismo culturale”: spazio ai miranesi, perché bravi certo, ma anche perché non ci sono soldi per portare in città, da fuori, artisti già affermati. I “locali” d’altronde, accettano ben volentieri di mettersi in gioco gratuitamente davanti al loro pubblico.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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Tagli, i comuni del comprensorio in ginocchio

Anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha chiesto alle istituzioni dei più alti livelli dello Stato che i tagli, seppur necessari in periodi di vacche magre come questo, non vengano fatti col machete. Un monito inascoltato? A sentire i sindaci sì. Poco ci manca che i Comuni debbano chiudere, impossibilitati a dare risposte ai cittadini, soprattutto in termini di servizi essenziali. Basta passare in rassegna le ultime novità in tema di lavori e manutenzioni nei paesi, ma anche nella cultura e nell’istruzione sono lacrime e sangue. Adesso anche il sociale, settore sempre delicato da toccare, comincia a soffrire dei sempre minori trasferimenti dallo Stato. E gli effetti si vedono tutti. A Spinea il Comune è rimasto a galla per un soffio nei difficili parametri di mantenimento del patto di stabilità. Le conseguenze sono evidenti: sono rimaste le briciole per un piano di opere pubbliche mai così scarno. Quest’anno gli interventi saranno solo quattro, per un ammontare di appena 935 mila euro. Ci saranno solo manutenzioni e sistemazioni di strade, marciapiedi e ciclabili. Sarà messa mano anche alla scuola Andersen, con lavori di rifacimento del tetto per 150 mila euro, mentre 155 mila euro serviranno alla sistemazione dei serramenti e dei rivestimenti esterni della biblioteca comunale. Previsto anche un investimento di 230 mila euro per il sagrato della nuova piazza di Santa Bertilla. Fine della lista. Gli altri interventi sono tutti rimandati ai prossimi anni. Nel 2012 il Comune prevede di fare manutenzione agli impianti di illuminazione pubblica, ampliare il cimitero, sistemare l’ex scuola Grimm in via Veronese al Graspo d’Uva e mettere mano alle centrali termiche di tutti gli edifici comunali, per un totale di un milione e 375 mila euro. Nel 2013, spazio ai secondi stralci di queste opere e all’adeguamento della normativa antincendio della scuola Mantegna, con più o meno lo stesso impegno di spesa. A Santa Maria di Sala l’allarme tagli, è stato lanciato in tempi meno sospetti già ad inizio anno dal sindaco Paolo Bertoldo e dall’assessore al Bilancio Giovanni Vanzetto. I problemi però si vedono ora e parlano di manutenzioni al palo, anche se urgenti. Lo sa bene chi frequenta la piazzetta di via Cavin di Sala, in pieno centro, ai civici 63 e 65: qui la pavimentazione in porfido è quasi completamente saltata, lasciando buche e avvallamenti che mettono a rischio l’incolumità dei passanti. Un tempo si sarebbe provveduto senza problemi. Ma è il sociale a risentirne maggiormente in uno dei comuni a più alto tasso di disoccupazioni (complice anche la presenza della grande zona industriale). L’allarme oggi si chiama casa, col Comune in difficoltà a trovare un tetto a famiglie in attesa di una sistemazione, che in pochi anni si sono quasi triplicate. Anche Mirano mastica amaro e vara un piano di opere pubbliche, l’ennesimo, smilzo come pochi. Si spera almeno nell’arrivo dei primi fondi dalla Regione per le opere complementari al Passante. Nella cultura gli stanziamenti sono prossimi allo zero: poche migliaia di euro per tutto l’anno. Così il carnevale è stato praticamente azzerato e tenuto in piedi solo grazie ai ragazzi della parrocchia, mentre gli altri appuntamenti, come concerti e dibattiti, sono organizzati in una sorta di “federalismo culturale”: spazio ai miranesi, perché bravi certo, ma anche perché non ci sono soldi per portare in città, da fuori, artisti già affermati. I “locali” d’altronde, accettano ben volentieri di mettersi in gioco gratuitamente davanti al loro pubblico.

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