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A Mirano dopo il commissario vince il centrosinistra

Dopo 10 mesi di commissariamento Mirano riparte da una donna. Il primo sindaco in rosa della città è, senza troppi giochi di parole, Maria Rosa Pavanello, centrosinistra, che è riuscita a riprendersi Mirano già al primo turno. La grande rivale della vigilia, la presidente del Consiglio provinciale Marina Balleello non si è neanche mai lontanamente avvicinata alla vittoria, anzi è stata scalzata anche dalla seconda posizione, tanto che a rischiare di portare Pavanello al ballottaggio è stata la grillina Martina Pasqualetto. Insomma la sfida a Mirano è stata davvero tutta rosa, con tre donne nelle prime tre posizioni. Flop della Lega che riesce a portare in Consiglio solo il candidato sindaco Giampietro Saccon, ma ancora peggio fa il tandem delle civiche antipartitiche formato da Ivano Dell’Olivo e dall’ex sindaco Roberto Cappelletto: un pugno di voti appena per i due, nessun consigliere. Battaglia persa senza appello. Fuori anche i rappresentanti della civica popolare 585 e di Veneto Stato. Il trionfo insomma è tutto per Pavanello, 42 anni, già consigliere e assessore della giunta Fardin. La candidata del Pd, sostenuta anche da Federazione della sinistra, Italia dei Valori, Udc e civica “Io scelgo Mirano” ha ottenuto subito al primo turno 7009 voti, pari al 50,91%. Voleva vincere al primo turno e ci è riuscita. La sorpresa è dietro: non c’è come da pronostico il centrodestra, ma il Movimento 5 stelle. Martina Pasqualetto ha gli occhi lucidi quando scopre che la sua lista è al 19,53%, 2690 voti. Tra le due è testa a testa, col rischio ballottaggio che svanisce solo quando mancano poche sezioni: alla fine Pavanello supera il 50% più uno dei votanti ed è sindaco. Balleello solo terza: 2186 voti per le sue due liste, civica e Pdl e un insoddisfacente 15,87%. Dietro di lei gli ex alleati della Lega: Giampietro Saccon ottiene il 6,38% dei voti (879). Fuori dai giochi, come detto, Dell’Olivo con 477 voti appena (il 3,46%), Antonio Toniolo della 585 col 2,19% (302 voti) e Chiara Corò di Veneto Stato con l’1,62%, 224 voti. Affluenza nettamente in calo rispetto al 2008: alle urne solo il 64,26% dei miranesi. Al di là dei dati, Maria Rosa Pavanello ha vinto scalando una montagna ripida e piena di insidie: la sua corsa è partita da lontano, quando è diventata capogruppo del Pd in Consiglio. Lì ha preso per mano l’opposizione a Cappelletto, ha creato una minoranza che con i dissidenti è diventata maggioranza e, messi i panni della stratega, è riuscita a disarcionare il sindaco e il centrodestra portando il commissario a Mirano. Con quella stessa squadra ha creato l’alternativa: prima ha sbancato le primarie di coalizione, dove il Pd si è imposto sugli altri partiti di centrosinistra anche se il suo nome non aveva messo d’accordo tutti, neppure gli stessi democratici, che fino all’ultimo sembravano dover proporre due candidati. Incassata la vittoria alle primarie ha costruito una coalizione più ampia possibile, allargandola dalla sinistra estrema al centro moderato dell’Udc, che fino a qualche anno fa era nel centrodestra e non era mai sceso a compromessi coi progressisti. Poi ha parato i colpi di chi la dava già per spacciata, sostenendo che una squadra così eterogenea era difficile da gestire e appariva più come un’ammucchiata elettorale senza futuro e programma. Ha fatto tutto quello che doveva fare per vincere subito e con largo margine. Per vincere di poco bastava anche molto meno. L’ha fatto di molto e smantellando pure il centrodestra che ora dovrà riorganizzarsi prima di fare vera opposizione.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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