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Le istruzioni per l’uso

Le principali novità. L’imposta si applica a tutti gli immobili iscritti a catasto: abitazione principale (prima casa), pertinenze, fabbricati rurali adibiti ad abitazione o strumentali all’attività agricola. Le pertinenze (categorie catastali C/2, C/6 e C/7 e cioè garage, cantine, tettoie) sono considerate nella misura massima di una unità pertinenziale per ciascuna categoria catastale: nel caso di due o più garage, quindi, il primo viene assimilato all’abitazione principale, gli altri vengono considerati “altro fabbricato”. Rispetto all’Ici non sono state variate le rendite catastali ma cambiano i moltiplicatori per il calcolo della base imponibile. Gli immobili concessi in uso gratuito ai familiari e quelli con usufrutto (in cui l’usufruttuario non vi abita) non sono più considerati assimilabili all’abitazione principale e pertanto vengono considerati altro fabbricato (cioè seconde case) e non godono dell’aliquota agevolata e delle relative detrazioni. Cambiano le regole anche per i fabbricati dichiarati inagibili e inabitabili per i quali non viene più prevista la riduzione al 50% dell’imposta. Per chi ha case in affitto invece è previsto un dimezzamento dell’aliquota ordinaria ma solo a partire dal 2015. Il gettito derivante dall’abitazione principale, pertinenze e fabbricati rurali strumentali, è interamente destinato al Comune mentre quello derivante dagli altri immobili spetta per metà allo Stato. Le detrazioni e riduzioni d’imposta deliberate dal Comune non sono applicabili alla quota riservata allo Stato. Quindi, se il Comune decide di intervenire a modificare l’aliquota, dovrà considerare che allo Stato spetta comunque lo 0,38% dell’imposta “teorica”.
Il procedimento per il calcolo dell’Imu. 1. Individuazione della rendita catastale (per le aree fabbricabili si fa riferimento al valore catastale mentre per i terreni agricoli ci si basa sul reddito dominicale). 2. Rivalutazione della rendita del 5% (come per l’Ici) se si tratta di fabbricati, 25% del reddito dominicale per i terreni. 3. Calcolo del valore catastale: il risultato ottenuto viene quindi moltiplicato per i fattori moltiplicativi previsti dal Decreto. 4. Applicazione dell’aliquota base o modificata dal comune: il risultato è l’imposta lorda. 5. Applicazione delle detrazioni: 200 euro per la prima casa e relative pertinenze. Questa per il 2012 e 2013 è maggiorata di 50 euro per ciascun figlio di età non superiore a 26 anni. Questa detrazione non può superare i 400 euro. Il risultato è l’imposta netta. Moltiplicatori: immobili: classe A (ad eccezione A10) e C2, C6, C7 = 160; classe D (ad eccezione D5) = 60; classe C1 = 55; classe D5 e A10 = 80; classe B e C3, C4 e C5 = 140.
Versamento. Tramite Modello F24. Può essere in un’unica soluzione a giugno, in due rate con scadenza 16 giugno (50% dell’imposta dovuta per l’intero anno) e 16 dicembre (si versa la parte rimanente dell’imposta). Per l’imposta Imu dell’abitazione principale può avvenire in tre tranche. Una prima rata il 16 giugno, pari a un terzo dell’importo. La seconda rata entro il 16 settembre, portando il totale al 66%, mentre la rata restante e il conguaglio in base alle aliquote deliberate dal Comune sarà versato entro il 16 dicembre. Il versamento dell’Imu è a carico del coniuge separato che vive in casa, anche se non è il proprietario dell’abitazione.
Informazioni. Per eventuali chiarimenti l’Ufficio Tributi del Comune di Chioggia, in corso del Popolo 1193 è aperto al pubblico lunedì, martedì, giovedì e venerdì dalle 10 alle 12, martedì e giovedì anche dalle 15.30 alle 16.30.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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