Home Rodigino Vinti e vincitori, della corsa al municipio

Vinti e vincitori, della corsa al municipio

Elezioni amministrative in Polesine: in termini assoluti si sono rivelate un pareggio tra forze di destra e forze di sinistra, tuttavia stavolta il vero vincitore morale sembra essere il centrosinistra, specie con le vittorie a Badia e Taglio di Po, due dei maggiori comuni al voto, e con la riconferma a Fratta, grazie a Tiziana Virgili. Per quanto riguarda il centrodestra, i risultati parlano di una riconferma a Trecenta, di una riconquista a Lusia e vincendo anche a Giacciano dove correva da solo. Il Carroccio invece, in corsa solo soletto tranne che a Badia, non ha tenuto ed è crollato in maniera evidente, a fronte di disgregazioni e scosse telluriche sia nazionali che locali. A Taglio di Po è uscito vittorioso il centrosinistra, nella persona del ventinovenne candidato sindaco, Francesco Siviero, laureato in storia e politica internazionale all’università di Padova e attualmente laureando in Politica internazionale e diplomazia. Come libero professionista è consulente nell’ambito della progettazione comunitaria, con le mansioni di gestione, sia finanziaria che operativa, di progetti sostenuti e finanziati dalla Comunità europea. L’ha spuntata rispetto all’uscente sindaco Marco Ferro, con 91 voti di differenza. Siviero ha raccolto consensi specie nelle frazioni: a Mazzorno Destro ha avuto 72 voti contro i 27 di Ferro, 8 per Moro e 4 per la lista della Lega di Isabella Ghinello; a Oca 380 per Siviero, 77 per Ferro, 44 per Moro e 6 per Ghinello; a Gorino Sullam 63 per Siviero, 34 per Ferro, 28 per Moro e 4 per Ghinello. Nel centro, invece, il neo sindaco ha vinto soltanto in tre seggi, mentre negli altri cinque la vittoria è stata per Ferro, ma alla fine l’esponente del centrosinistra ha conseguito complessivamente 1.962 voti, Ferro 1.871, Moro 647 e Ghinello 206. A Badia, invece, Gastone Fantato ha vinto nettamente le elezioni comunali ed è stato rieletto sindaco, con il 45,67% contro il 24,35% della lista guidata da Canzio Bonazzi, il 21,60% di Barbara Tomì e l’8,38% della lista di Adino Rossi. Dopo circa un anno di commissariamento, il secondo dopo quello della fine di marzo del 2009, è stato riconfermato chi si era presentato per risanare il bilancio, mettere mano alla macchina comunale e preparare una successione che portasse alla guida del Comune nuovi soggetti. Fantato ritrova in consiglio comunale quasi tutti i consiglieri e assessori che gli erano rimasti fedeli. A Lusia, invece, Luca Prando è il nuovo sindaco, che con la lista “Lusia unita” si è aggiudicato il 40% dei voti staccando con 288 preferenze la rivale Paola Seno di “Lusia nel cuore”, mentre a 194 voti di distanza si è attestato Mirko Massaro con “Energia per Lusia” e ultima la Lega Nord con Manuela Pasqualini. “Visto il dato relativo all’astensione – ha commentato a caldo il nuovo sindaco – vogliamo lavorare innanzitutto per ricostruire un dialogo tra i cittadini e i loro rappresentanti”.
A Trecenta la lunga e nervosa campagna elettorale, coronata da alcuni volantini anonimi, riconferma sindaco Antonio Laruccia, 63 anni, originario della provincia di Bari e ufficiale di artiglieria nella riserva, ragioniere, direttore amministrativo in una casa di riposo.
 Lui si è detto molto soddisfatto, anche alla luce delle alleanze trasversali, per cui la vittoria era quasi inaspettata. Rinnovato invece il consiglio comunale: alcuni nomi nuovi si affiancano infatti a volti noti che siederanno a Villa Trebbi per i prossimi cinque anni. A Fratta Polesine dopo 10 anni di distanza, ritorna la presidente della Provincia Tiziana Virgili, premiata nonostante la frattura interna del centrosinistra (e Giancarlo Olivieri), con più di 200 preferenze.
“Alla fine ha pagato l’onestà intellettuale e il rispetto verso gli altri. Sono felicissima di essere stata eletta sindaco, mi metterò subito al lavoro” ha commentato Tiziana Virgili. A Giacciano con Baruchella il sindaco è Mariella Sperandio, unico candidato presentatosi alle elezioni, anche se la vittoria non era scontata, dato che la sua lista ha dovuto affrontare due quorum, secondo il testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali.
Ma la Lega è davvero stata inabissata? Massimo Bergamin, braccio destro di Antonello Contiero, ha commentato “Non facciamo drammi, né cerchiamo alibi. Prendiamo atto dei risultati e li valutiamo sia per il momento di burrasca sulla Lega, sia per il fatto che ci siamo presentati da soli in comuni dove mai eravamo stati con nostre liste. Da quattro anni stiamo lavorando sul territorio per crescere e radicarci, come nel resto del Veneto. Dobbiamo continuare, grazie anche alle persone che si sono spese candidandosi e che ringraziamo. Vorrei sottolineare anche che avevamo quattro donne su cinque candidate sindaco e che siamo l’unico partito che ha messo il proprio simbolo in gioco”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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