Home Veneziano Miranese Nord Autoparco, comune parte civile

Autoparco, comune parte civile

“Nel processo per il ritrovamento di amianto nell’autoparco, ci costituiremo parte civile. E ai colpevoli chiederemo i danni”. E’ la posizione del sindaco di Scorzè Giovanni Battista Mestriner, che annuncia le mosse successive del Comune sulla vicenda ormai aperta dal novembre 2009, quando 55 mila metri quadrati della zona risultarono inquinati. Intanto la ditta proprietaria, la Scarpa Trasporti, va avanti con la bonifica del sito e per l’estate dovrebbe concludersi. Così il composto del fondo è “setacciato” a seconda della grandezza. I materiali di scarto usati sono analizzati a gruppi e in caso di presenza di amianto, si portano in discarica per il risanamento. “Si sta procedendo come deciso in Conferenza dei servizi — aggiunge Mestriner — e credo per l’estate si possa completare. Poi riprenderanno i lavori di costruzione”. Questi avrebbero dovuto concludersi nei primi mesi del 2010. Invece a novembre 2009, era arrivata la segnalazione alla Procura di Venezia e la sospensione cautelativa del cantiere, per la presenza di amianto riscontrata dopo gli esami di laboratorio eseguiti dall’Arpav. Ma sul futuro dell’intero complesso, da 110 mila metri quadrati, pari a undici campi da calcio, con all’interno cinque fabbricati alti nove metri e mezzo che coprono 25 mila metri della superficie totale, avanza dei dubbi la Confartigianato. Vista la crisi, con le aziende in difficoltà e un mercato che fatica, per ora, a rilanciarsi, l’idea potrebbe essere di procedere a stralci. “Premetto — dice Lorenzo Cazzaro di Confartigianato del Miranese — che anni fa credevo molto nell’autoparco, convinto che avrebbe risolto diversi problemi. Ma in questo quadriennio, le cose sono cambiate e molte ditte stanno facendo fatica: c’è il rischio che l’opera sia sovradimensionata. Quando nel 2008 è stata pensata, non si sapeva cosa sarebbe successo di lì a poco a livello economico”. Si tratta di un’opera con una quarantina di accessi alla logistica, con cinque costruzioni coperte ad uso direzionale e uffici, mensa, collaudo camion, officine per automezzi. All’interno ci sarà uno spazio custodito di oltre 11 mila metri di terreno dove poter lasciare i mezzi pesanti. “Meglio procedere a stralci — prosegue Cazzaro — valutando quello che oggi può servire e poi, di volta in volta, analizzare le esigenze: impedirebbe di avere costi maggiori”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

Le più lette