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Casa-rifugio antiviolenza. 36 mila euro dal comune

Presto in città una “casa rifugio” per le vittime di abusi domestici. L’amministrazione comunale di Rovigo ha deliberato la somma di 36mila euro da destinare alla sistemazione di un immobile di proprietà comunale che diventerà il primo centro di accoglienza della città. Il progetto è una struttura destinata ad ospitare una decina di persone, donne sole o con figli, vittime di violenza domestica. Il progetto prevede il cofinanziamento della Regione Veneto ed è un traguardo importante per la città. Il luogo in cui verrà realizzata la casa rifugio non verrà comunicato per tutelare l’incolumità e la sicurezza delle vittime a cui verrà assegnato un posto nella struttura. La casa-rifugio dovrebbe essere disponibile entro cinque o sei mesi: si tratta solo di metterla a norma e renderla accogliente, con lavori di manutenzione relativi ai servizi igienici e agli impianti elettrici. A questa lieta notizia segue l’allarme per il rischio chiusura del punto d’ascolto del centro antiviolenza. La mancanza di finanziamenti sembra infatti mettere a repentaglio questo importante servizio. A sollevare una serie di perplessità sul futuro del servizio è Giovanna Pineda, l’ex assessore della giunta Merchiori che lo ha aperto durante il proprio mandato. Secondo Pineda, il centro rischia la chiusura perché nel bilancio previsionale non sono previsti fondi per farlo funzionare, inoltre l’amministrazione avrebbe da poco perso il contributo previsto da un bando regionale perché mancava un documento. “Il Comune non ha ottenuto quest’anno alcun finanziamento per le pari opportunità – rimarca Pineda – cioè nessun progetto presentato dal Comune alla Regione è stato ritenuto meritevole di un finanziamento”. Di conseguenza “se non ci sarà subito un intervento per rimpinguare il capitolo di bilancio del centro e per per le pari opportunità, i pochi servizi esistenti per le donne saranno destinati a chiudere”. Del resto, spiega Pineda, il centro antiviolenza di via Donatoni è l’unico presente sul territorio provinciale. E’ supportato da tre professioniste, un’avvocato, una psicologa e un’assistente sociale che accolgono e assistono tutte le vittime di violenza che chiedono aiuto. L’assessore alle Pari opportunità Anna Paola Nezzo interviene per spegnere l’allarme sulla chiusura del servizio e per spiegare che Il centro non verrà chiuso: il servizio di base continuerà ad esserci e a tal riguardo l’assessore Nezzo chiede che anche le altre istituzioni si diano da fare da fare per finanziarlo. vista la rilevanza che ha per l’intera provincia”. Nel frattempo ricordiamo che lo sportello ha cambiato sede. Da lunedì 23 aprile è stato trasferito da via Donatoni a viale Trieste, nella sede dei Servizi sociali del Comune, “per garantire maggiore privacy alle donne che vi si recano” spiega Nezzo. Ecco gli orari del servizio: lunedì 9-12.30, martedì 9-12, mercoledì 8.30-12.30, giovedì 15.15-17.15, venerdì 9-12. Reperibilità telefonica: sabato 15-17, domenica 9-11.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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