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Com’e’ profondo il mare dell’uomo

Ogni anno il Centro Studi “Agnese Baggio” organizza, come da tradizione alcuni incontri, aperti a tutta la cittadinanza, mettendo a tema le istanze più urgenti del nostro tempo. Il titolo di una nota canzone di Lucio Dalla “Com’e’ profondo il mare” ha fatto da guida, lo scorso 4 maggio in sala Cordella, alla riscoperta di questo antico, e mai estinto, bisogno di spiritualità anche nell’uomo d’oggi. Il pubblico ha risposto numeroso al dibattito, a conferma del bisogno di affrontare certe tematiche interiori. Dopo la presentazione fatta da Giulia Bellan, padre Giancarlo Bruni, della Comunità di Bose, ha guidato la riflessione con quella capacità di leggere la realtà che si alimenta nel silenzio e nella contemplazione. Alcuni passi della sua riflessione sono importanti per comprendere il “dove” siamo e il “chi” siamo, al fine di recuperare il primato dell’interiorità e la memoria della profondità, dimensioni imprescindibili dall’uomo, nel tempo della superficialità e dello spaesamento. La crisi del mondo occidentale (ha sottolineato il relatore), si impernia in quattro categorie che definiscono la crisi economica e l’individualismo in cui ci dibattiamo: la potenza; l’identità culturale, economica, religiosa, di genere, di razza, un’identità che esclude; la proprietà che ha come centro solo il proprio “io”; il sacrificio inteso come “ritualità sacrificale” in nome della difesa dei propri beni e confini (ad esempio il sacrificio dei caduti in ogni guerra). Il soggetto storico è dunque, oggi, l’individuo con tutti i suoi desideri, trasformati in diritti; un individuo che si pone contro il bene comune e il diritto di tutti gli altri con cui condividiamo la solidarietà in virtù della comune umanità. Allora anche l’economia è a servizio dei desideri dell’individuo; ma ogni tempo di crisi, ha aggiunto con forza padre Bruni, può diventare un’opportunità poiché, molto spesso, il disorientamento, e la ricerca conseguente di senso, ci possono far riscoprire il tempo della contemplazione, che non è una fuga dalla realtà, bensì riappropriazione di un metro di misura per saper leggere, con sapienza e senso, la realtà. Leggere il senso di istituzioni, cultura, politica, giustizia, economia, per il cristiano, significherà applicare il discorso di Gesù’ su quel sabato della parabola, quel sabato che deve essere per l’uomo. La spiritualità cristiana è, allora, cammino di libertà verso la capacità di riconoscersi nel tu, diverso da noi, in un noi comunitario. “L’atteggiamento per ogni crisi – ha infine suggerito Bruni – perché diventi nuova opportunità di cambiamento, deve porre l’uomo in atteggiamento di domanda, ricerca e attesa. Occorre ritornare a pensare perché finché ci si pone domande e dubbi ci può essere salvezza”. In questo incontro si sono ricordati infine maestri interiori come Agnese Baggio nel centesimo anniversario della nascita, padre Ernesto Balducci e padre Davide Turoldo nel ventesimo anniversario della morte.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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