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Da ex scuole a negozi

I lavori per la ristrutturazione delle ex scuole elementari di Tribano sono ormai avviati da alcuni mesi, ma la novità uscita nelle settimane scorse riguarda la possibilità di trasformare una parte della struttura in area commerciale. E’ quello che ha proposto l’amministrazione guidata da Piergiovanni Argenton nell’ultimo consiglio comunale, nel quale si parlava del programma triennale delle opere pubbliche. L’idea avanzata dalla giunta è quella di utilizzare il piano terra della struttura (fino a qualche anno fa sede dell’Auser e seggio elettorale) per delle attività commerciali. “Stiamo solo dando risposta a delle richieste pervenuteci dalla popolazione- ha spiegato il sindaco- che in mancanza di altri ambienti nel centro cittadino ha richiesto al comune degli spazi. Ovviamente non si tratta di grandi ambienti, ma di una metratura prossima ai 100 mq di vendita. Le attività che potrebbero essere ospitate all’interno non saranno certo d’elite o di genere alimentari, ma potrebbero prestarsi bene se al servizio delle persone, come ad esempio una tabaccheria”. I lavori richiederanno circa un anno di tempo. Diversa invece la questione per le ex scuole elementari della frazione di Olmo, da anni chiuse, poi utilizzate dalla cooperativa Alambicco e negli ultimi anni, solo un’ala, ospita un’associazione culturale che si occupa di danza.
Con il consiglio comunale scorso si è deciso di far rientrare questa struttura all’interno del piano delle opere alienabili anche se per voce del sindaco sembra che l’idea di vendere non sia ancora stata presa sul serio.
“Come previsto nel piano delle opere triennali abbiamo inserito anche l’alienazione del fabbricato nell’area festeggiamenti (vedi ex area piscina comunale) e delle ex scuole elementari di Olmo. Naturalmente stiamo facendo in modo che la vendita, qualora dovesse avvenire, venga riservata prioritariamente a qualche IPAB, che potrà così mantenere le finalità sociali a cui la struttura è sempre stata deputata”. Insomma il comune non ha ancora deciso se vendere e a chi vendere, certo è che la struttura ha comunque bisogno di interventi urgenti e i soldi pubblici per farlo non ci sono. L’intervento privato risulta quindi l’unica possibilità, meglio se fosse qualche istituto pubblico di assistenza e beneficienza che si spera di incontrare a breve. “Non vogliamo cambiare gli utilizzi delle ex scuole, ma la necessità di vendere questo patrimonio — spiega Argenton- è dettata dalla grave situazione economica che il comune deve affrontare, in parte ereditata dalla gestione della precedente amministrazione”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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