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La Andelini vede la fine del tunnel

Spiraglio di luce per la Andelini: c’è un’asta per affittare il ramo d’azienda della società di Ancona. La fabbrica di materiali plastici che produceva (ormai da tempo in fermo produttivo) imballaggi, sacchi e teli, con sede in via Taglio, prova a emergere dall’oblio grazie al bando pubblicato dal curatore fallimentare Simona Romagnoli.
Sullo stabilimento miranese era calato il silenzio dopo il fallimento e la messa in liquidazione della società anconetana. Eppure la situazione per i 50 lavoratori impiegati non è ancora stata risolta. Se una decina di loro nel frattempo hanno trovato sistemazione, in 38 restano ancora oggi, giorno e notte, a presidiare a turno, quasi gratis e col solo sostentamento della cassa integrazione, lo stabilimento e i suoi macchinari.
Una protesta, ma soprattutto un modo di rimanere attaccati al lavoro che ha giovato non poco al patrimonio della Andelini rimasto all’interno del capannone e che ora potrebbe rivelarsi un valore aggiunto per l’acquisizione del ramo d’azienda da parte di almeno un paio di imprenditori veneti. Le offerte per la cessione della fabbrica e dei macchinari, su base d’asta di 180 mila euro, sono già pervenute dopo l’avviso del tribunale civile di Ancona e ad essere interessati sembrano essere soprattutto in due, un imprenditore miranese e uno del trevigiano.
Il complesso aziendale comprende non solo l’edificio che si affaccia su via Taglio, ma anche macchinari e attrezzature per la produzione, arredi e attrezzature d’ufficio. Tutto è rimasto all’interno dello stabilimento abbandonato dalla società ma non dai lavoratori che hanno mantenuto in vita un presidio. Presidio che non è solo una protesta, ma anche un modo per risparmiare un immenso patrimonio di materiali e macchinari dai furti e dai danneggiamenti capitati nei primi mesi della chiusura.
“In questi mesi i lavoratori si sono dati i turni per presidiare lo stabilimento 24 ore al giorno”, spiega il delegato Femca-Cisl Claudio Franzoi, “lo hanno fatto quasi gratuitamente e su base volontaria.
Il riavvio della procedura d’affitto è una buona notizia, vediamo concretizzarsi le manifestazioni di interesse che c’erano da tempo ma che sono rimaste imbrigliate per mesi nelle maglie della burocrazia. La speranza ora è solo quella di ripartire al più presto”.
Andelini dovrebbe ripartire dopo l’affitto con un nuovo proprietario che si accollerà anche le maestranze, così finalmente i 38 eroi della fabbrica miranese potranno tornare a lavorare.
Per ora restano a fare la guardia a quella che per anni è stata la loro seconda casa, in attesa di notizie positive dal curatore fallimentare.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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