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Tribunale di Adria esiste ancora una speranza

Una sequenza di fatti si è susseguita nelle scorse settimane, offrendo nuova speranza a chi cerca di evitare la chiusura del Tribunale di Adria. Una minaccia pendente sul palazzo di giustizia locale già da diversi mesi cioè dall’annuncio della riorganizzazione territoriale voluta dal ministro per Giustizia che di fatto punta al taglio delle sedi distaccate dei Tribunali e dei Giudici di Pace. Le nuove speranze sono dovute al fatto che la prevista, e tanto attesa, audizione in Senato è saltata e ciò permette una proroga di tempo spendibile per perorare la causa e trovare nuove vie da percorrere per evitare la chiusura. La notizia, per esempio, è stata ben accolta da Stefania Tescaroli, avvocato e capogruppo del Nuovo Polo per Adria, nonché responsabile provinciale del settore Giustizia e Riforme Istituzionali dell’Udc, convinta che qualcosa ancora si possa fare. “Intanto — ha spiegato — esiste la dichiarazione del Presidente del Tribunale di Rovigo a riguardo dell’impossibilità di prendere in carico la mole di lavoro proveniente dalla sede distaccata di Adria”. Un bel punto, dunque, che va sostegno dell’indispensabilità del tribunale, riferimento di un territorio assai vasto. “Il fatto che l’audizione sia saltata — spiega in un comunicato -può far guadagnare tempo prezioso consentendoci di portare le nostre buone ragioni a Roma e nelle sedi più opportune e riuscire così a farci ascoltare. Ulteriore spiraglio è rappresentato poi dal fatto che i rappresentanti sindacali sulla geografia giudiziaria abbiano espresso al Ministero parere positivo al mantenimento della sede distaccata di Adria. Pare, quindi, vi sia ancora margine di manovra per mantenere aperto il nostro Tribunale. Però, – continua il capogruppo del Nuovo Polo -, non bisogna perdere tempo ma unire le forze e affondare il colpo attraverso un incisiva azione politica congiunta bipartisan con unità di intenti, da portare avanti in modo sinergico a partire dal Sindaco, capigruppo e rappresentanti delle forze politiche locali, regionali e nazionali. Già era stato presentato in ordine del giorno approvato all’unanimità nel Consiglio Comunale di Adria e in tutti i consigli comunali dei Comuni del Basso Polesine a cui era seguita la formazione di un dossier sulla questione.
Quindi vi è necessità di far capire al Ministero che l’esistenza dei requisiti richiesti (di elevata mole di lavoro, da un punto di vista quantitativo e qualitativo, delle cause pendenti e la particolare estensione del territorio) giustificano ampiamente il mantenimento della Tribunale di Adria”.
Senza dubbio per salvaguardare un tale servizio relativo alla giustizia, collocato in una posizione così strategica nel territorio che lo ha portato ad ospitare al suo interno importati e prestigiosi processi significa salvaguardare un servizio per tutti e quindi necessita l’intervento e l’impegno da parte della totalità delle forze politiche in campo.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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