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“Goodbye habibi”, la nuova opera della Caverzan

Clara Caverzan è ancora in libreria. Stavolta con “Goodbye habibi” (edizioni Anordest), che racconta il turismo sessuale al femminile. Nel 2008, del suo romanzo erotico “Desideria”, se ne parlò in tutta Italia. All’epoca Caverzan stava vivendo gli ultimi scampoli da sindaco di Scorzè, prima dell’arrivo del commissario. Ora è tornata a fare la maestra delle elementari ma non ha perso la voglia di scrivere. Racconta dell’Egitto, terra che l’autrice conosce bene da almeno quindici anni. Racconta di Virginia, una trevigiana benestante che vuole rifarsi una vita dopo tante delusioni, con un matrimonio ormai in crisi e la violenza gratuita del marito, forte del suo potere economico. Ma la protagonista crede nei sentimenti, nell’amore, che sembra averli trovati in Bahr, un giovane che trasforma i sogni in realtà. Ma non sarà così. E in pochi giorni dall’uscita dell’ultima fatica letteraria di Clara Caverzan, erano già 3 mila le copie vendute. “Mi ci sono voluti tre-quattro anni di lavoro — spiega l’autrice — dove ho deciso di raccontare un fenomeno che mi ha molto colpita. Trovi uomini che ti chiedono di passare la notte per 100 dollari: soldi che per loro equivalgono a una paga mensile. Sono soprattutto le donne nordiche ad andarci: lo fanno per divertirsi. Poi, si rischia di creare un corto circuito in questi Paesi islamici; si può incappare nell’impostore, che ti studia e poi ti sistema”. Chi è Virginia? “E’ una industriale che viaggia — racconta il personaggio principale Caverzan — e si reca spesso in Egitto. A una festa conosce questo giovane, è un colpo di fulmine. La gente e gli amici le dicono di fare attenzione, di stare in guardia ma Virginia è davvero convinta che sia il vero amore, non ci vuole rinunciare. Non ci vuole rinunciare che diventa la sua droga, quell’uomo diventa irrinunciabile. Lui da lei ha soldi in cambio di tutto: sesso, amore e felicità. Quando si accorge di essere presa in giro, capisce davvero chi ha davanti”. Poi l’autrice racconta i viaggi del sesso al femminile, perché ha deciso di metterli nero su bianco. “Negli ultimi anni — prosegue Caverzan — la disponibilità economica è cambiata, ci sono donne che viaggiano di più e da sole. Ma in internet ci sono diversi siti dove raccontano e denunciano le loro esperienze. Qui la religione islamica non c’entra: è il modo di vivere di certi uomini che lavorano a contatto con il turismo”. Nei suoi romanzi, Caverzan parla di sesso, di amore, di storie di donne. Argomenti che possono essere tabù ma per lei non è così. “Se fossi un uomo — continua la scrittrice — certe domande non me le farebbero. Quando si affrontano certi discorsi, l’uomo è più materialista Inoltre della prostituzione maschile non si parla mai, così come della violenza domestica: per questo le invito a denunciare. Non si deve portar pazienza ma, alle prime avvisaglie, andare subito dalle forze dell’ordine. E’ stato difficile scrivere questo libro, ho dovuto fare molta introspezione nei personaggi, specie Virginia. Qui c’è un sesso più poetico rispetto a Desideria, dove non mi aspettavo tutta quella grancassa mediatica: forse è successo perché ero sindaco. Ora spero che qualcuno scopra la mia scrittura”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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