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“Molini di Sotto nel degrado”

Italia Nostra lancia l’allarme sulle condizione e il recupero dei Molini di Sotto. Secondo l’associazione ambientalista non c’è più tempo da perdere: “La situazione è grave” – spiega il rappresentante dei soci miranesi Adriano Marchini – sia per le condizioni dell’ex opificio, sia per il delicato controllo idraulico del sottostante sistema di regolazione delle acque, a rischio per lo stato di abbandono in cui si trova l’edifico”. Nel più totale stato di abbandono e degrado, infatti, non c’è solamente lo stabile, di cui ormai restano in piedi solamente i muri perimetrali, ma anche l’intero bacino delle Barche, diventano una palude salmastra dove spuntano isolotti di terra di riporto, erbacce e spazzatura.
Non c’è dunque solamente un valore storico, ambientale e paesaggistico da preservare: il degrado dell’area rischia di compromettere il delicato equilibrio idraulico della zona, col rischio di mandare sott’acqua la piazza di Mirano.
Nell’impasse politico degli ultimi 30 anni, qualcosa si è mosso solo negli ultimi mesi grazie al commissario prefettizio, che si è attivato per proseguire l’iter di recupero presentato dalla proprietà, e approvato dalla commissione urbanistica comunale nel 2008.
Adesso Italia Nostra chiede al nuovo sindaco Maria Rosa Pavanello di non arenare di nuovo la pratica. I soci miranesi però hanno qualcosa da ridire sul progetto che giace in Comune: “Non devono essere autorizzate le terrazze sul bacino previste nel corpo a sud e a nord di quello principale: è una modifica sostanziale del fronte del manufatto che rispetto al bacino d’acqua, si è sempre presentato verticale, non si può alterare la sua fisionomia originale”. Italia Nostra è contraria anche all’inserimento previsto dal progetto di due finte ruote al piano terra dell’edificio, in corrispondenza del salto d’acqua: “Un artificio inutile e di cattivo gusto, che non ha alcuna corrispondenza con gli impianti dell’epoca per ottenere dal salto d’acqua energia industriale”.
Infine l’uso: i soci dell’associazione dicono no ad un piano terra commerciale. “Destinare a questo uso la superficie posta al piano terra non trova alcuna valida ragione e numerose controindicazioni”, conclude Marchini, “Non risulta infatti che nel centro storico di Mirano ci sia carenza di volumi per attività commerciali, semmai il contrario. L’eliminazione dei garage porterebbe invece un intasamento delle aree di sosta pubbliche in un’area già congestionata. Senza una seria motivazione il cambio di destinazione d’uso potrebbe modificare il piano economico fino ad ostacolarne l’iniziativa imprenditoriale. Chiediamo perciò che sia lasciato all’imprenditore la scelta sulla destinazione d’uso di tali volumi”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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