Home Veneziano Chioggia Addizionale Irpef e imposta di soggiorno per far quadrare i conti

Addizionale Irpef e imposta di soggiorno per far quadrare i conti

Entro il 30 giugno il bilancio di previsione, varato dalla Giunta comunale lo scorso 8 giugno, dovrà essere discusso e approvato dal Consiglio Comunale. Un bilancio che farà i conti con la riduzione dei trasferimenti statali, scesi a 7,8 milioni di euro, quasi 6 milioni in meno rispetto al 2010. A questi tagli vertiginosi si somma la mancanza di finanziamenti della Legge Speciale per Venezia, ormai risucchiati dalla faraonica opera del Mose, che un tempo permetteva di sostenere le opere pubbliche.
Se da una parte i tagli statali mirano a determinare un’autosufficienza economica da parte degli Enti locali, dall’altra i Comuni sono costretti a colmare il deficit in altri modi, ovvero riducendo al massimo le spese e aumentando il gettito fiscale con la tassazione locale per evitare di ridurre i servizi alla cittadinanza. E per effettuare opere pubbliche, il Comune potrà puntare soltanto sugli oneri di urbanizzazione e le alienazioni immobiliari.
Le spese di rappresentanza sono state ridotte dell’80% rispetto al 2009, gli oneri per il personale a tempo determinato del 50%. Inoltre oggi sono in servizio solo 3 dirigenti di ruolo ed un dirigente tecnico a tempo determinato, non esiste il Direttore Generale e i dipendenti comunali sono passati dai 304 del 2002 agli attuali 246, non senza difficoltà nella gestione degli uffici. Solo fino a qualche anno fa i dirigenti amministrativi in servizio erano 4, altri 4 i dirigenti tecnici, e vi erano un direttore generale, un segretario generale ed un capo di gabinetto.
Nell’occhio del mirino finiranno probabilmente le spese per le manifestazioni e la cultura, museo in primis, con grave danno per una città a vocazione turistica e a rischio sono anche le spese per il sociale.
Così la Giunta, per rimpinguar le casse, ha deciso di applicare l’addizionale Irpef e l’imposta di soggiorno.
Per quanto riguarda l’addizionale Irpef, è prevista l’esenzione per i redditi inferiori a15.000 euro, a tutela delle fasce socialmente deboli, pensionati e redditi bassi e un’applicazione graduale per gli altri redditi secondo scaglioni di reddito: da 15.000 a 28.000 euro verrà applicato lo 0,5, da 28.001 a 55.000 euro lo 0,6; da 55.001 a 75.000 euro lo 0,7; oltre i 75.000 euro lo 0,8.
L’altro balzello a gravare sulle tasche dei cittadini sarà l’Imu, per il quale si manterrà l’aliquota base dello 0,4% per la prima casa. Ciò significa che inciderà meno della vecchia Ici e, in molti casi produrrà, per effetto delle detrazioni legate ai figli conviventi, una esenzione totale dal pagamento dell’imposta. Agevolazioni sono previste anche per gli anziani in casa di riposo che pagheranno come se fosse prima casa pur avendo la residenza presso la casa di riposo.
Più doloroso il capitolo sulle seconde case, per le quali l’aliquota sarà dello 0,87% per gli immobili concessi in locazione e dello 0,9% nel caso di quelli sfitti. Di questa entrata, una quota pari allo 0,38 dell’Imu sulla seconda casa -pari a 6.722.000 euro – sarà versata nelle casse dello Stato nonostante si tratti di quella che, in maniera impropria, viene definita una imposta comunale. Dalle prime case viene stimato un gettito pari a 1.755.000 euro, mentre nel totale si stima un gettito pari a 9.975.000 Euro.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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