Home Padovano Bassa Padovana Ammanco di 1,2 milioni

Ammanco di 1,2 milioni

La situazione economica per il Comune di Monselice non è delle migliori. La crisi e le manovre del governo non facilitano il lavoro dell’amministrazione comunale. Per questo il sindaco Francesco Lunghi ha inviato una proposta di intervento direttamente al presidente del consiglio Monti.
“La pressione fiscale che colpisce i cittadini — spiega il primo cittadino – determina una contrazione dei consumi elevatissima con un danno su tutta l’economia della città. Nel 2011 la somma dei trasferimenti dallo stato e le entrate dell’Ici seconda casa era di 6.450.000 euro. Quest’anno invece, la somma di trasferimenti dallo stato e Imu sarà di 5.248.000 euro. Per fronteggiare la minor entrata di 1.202.000 euro sarà necessario nel 2012 tagliare sulle spese non obbligatorie (cultura, turismo, sport, sociale, contributi scuole, asili nido)”.
Lunghi fa notare che a fronte della minore disponibilità economica del Comune, è comunque aumentata la pressione fiscale. “I cittadini di Monselice nel 2012 verseranno tributi per 7.520.000 euro (Imu prima e seconda casa) e quindi una somma di 4.170.000 euro in più rispetto al 2011. L’aggravio subito dai cittadini sarà tanto più sentito in quanto gran parte dei tributi andrà direttamente allo stato senza una ricaduta diretta nel territorio.
Nella nostra città il taglio subito dal Comune di 1.200.000 euro e l’aggravio dei tributi a carico dei cittadini di 4.170.000 euro comporteranno nel 2012 meno consumi, meno lavori, meno servizi, peggioramento per molte famiglie della qualità di vita, peggioramento dell’occupazione, peggioramento in generale di tutta l’economia”. Il primo cittadino avanza quindi alcune proposte.
“Chiediamo un federalismo fiscale comunale con un decreto legge subito — ha commentato Lunghi – Eliminando i trasferimenti dallo stato ai comuni, lasciando ai comuni tutta l’imposizione fiscale comunale (Imu, addizionale Irpef) avendo la possibilità di modulare le aliquote come reputano più opportuno.
Saranno i cittadini a bocciare o premiare i sindaci in base a quello che fanno. Inoltre l’Imu seconda casa deve rimanere ai Comuni e non il 50% allo stato.
Chiediamo inoltre l’eliminazione del patto di stabilità e autonomia dei comuni sull’indebitamento (rispettando il pareggio di bilancio). La copertura economica per la mancata entrata di Imu seconda casa che dovrebbe essere lasciata agli Enti locali può essere assicurata con l’applicazione di una patrimoniale sui grandi patrimoni.
Per le aliquote Irpef bisogna riequilibrare le aliquote con un 2% in più per contributo solidarietà per i redditi superiori a 400.000 euro”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

Le più lette