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Bollette con cifre da capogiro

Famiglie sull’orlo della disperazione ad Adria per le cifre da capogiro delle bollette dell’acqua. Importi insopportabili da affrontare in una sola rata, sia per il particolare momento di crisi economica, sia per la mazzata dell’Imu e dell’addizionale Irpef. Molti cittadini si sono presentati allo sportello con la bolletta in mano riportante cifre di migliaia di euro nella voce “importo da pagare”, e non è dato sapere se questi importi spaventosi siano da attribuire ad un aumento di tariffe, ad un recupero di anni precedenti, alla rottura delle tubazioni o a cos’altro. Tant’è che Stefania Tescaroli del Nuovo polo ha chiesto l’urgente e straordinaria convocazione del Consiglio comunale alla presenza di dirigenti e funzionari di Acque Potabili per trovare in tempi brevi una soluzione condivisa. Le prime “bollette pazze” hanno iniziato ad arrivare nel giugno 2007 a circa 800 cittadini adriesi per i servizi di depurazione e fognatura. Un caso che aveva fatto muovere anche il Codacons di Rovigo e il Difensore civico regionale. Però i problemi sono rimasti, anzi si sono accentuati. La società in questione si fa forte del fatto che il mercato in cui opera è bloccato da una convenzione che vincola per trent’anni il Comune alla gestione del servizio idrico da parte di Acque Potabili fino al 2020. Palazzo Tassoni fa sapere sono già oartiti i primi contatti con la società per trovare una soluzione rispettosa delle diverse esigenze. Intanto anche Federconsumatori è al lavoro per studiare nel dettaglio la convenzione e il regolamento sottoscritti a suo tempo tra amministrazione comunale e società, per trovare qualche spiraglio che possa consentire agli utenti una scappatoia per metter finalmente fine alle cause di questo costo anomalo dell’acqua.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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