Home Padovano Padova Nord Cadoneghe - Vigodarzere, l’idea piace

Cadoneghe – Vigodarzere, l’idea piace

“Cadonarzere o Vigodoneghe?” Non sono giochi di parole. Anzi, potrebbero davvero diventare degli “acronimi”, ossia i nuovi nomi che andranno a ridisegnare e, appunto, anche a chiamare per nome, ciò che potrebbe nascere dalla ventilata unione tra Comuni di piccole e medie dimensioni. In questo caso, proprio Cadoneghe e Vigodarzere. Non si tratta di fantapolitica o fantaistituzioni e nemmeno di un’idea balzana. Tutto nasce da un progetto di legge, depositato in Regione, che si propone scopo di promuovere il dibattito in merito al futuro assetto della città di Padova. Questo non soltanto sotto il profilo meramente economico o urbanistico, ma anche e soprattutto delle relazioni e della qualità della vita. In ballo una sfida molto alta: ripensare l’ambiente in cui viviamo assumendo il residuo territorio, miracolosamente salvatosi dalle folli espansioni cementificatrici, come variabile indipendente e di guardare alla integrità e al recupero dell’equilibrio di questo ecosistema compromesso, come elemento qualificante.
La “nuova” realtà urbana, secondo il progetto, dovrà inevitabilmente comprendere, oltre al comune capoluogo, anche i comuni di Albignasego, Ponte San Nicolò, Legnaro, Saonara, Noventa Padovana, Vigonza, Cadoneghe,Vigodarzere, Limena, Villafranca padovana, Rubano e Selvazzano. Alla fine l’intera area rientrerà nella «Città di Padova». Dalla proposta di fusione sono stati esclusi i comuni di Abano Terme e Montegrotto Terme che pur facendo parte indubbiamente del quadro prospettato, godono, storicamente oltre che economicamente, di una particolare vocazione che li rende atipici, tanto da essere già oggetto di una specifica proposta di legge che ne prevede la fusione. E’ stato invece aggiunto il comune di Legnaro che, pur non facendo parte della prima cintura, è tuttavia inserito nei progetti di sviluppo sia dell’Università che di altri istituti nazionali, risultando in prospettiva uno dei poli tecnologici più significativi della realtà padovana.
Un dibattito dunque del tutto aperto e che ha già visto le prime prese di posizione. “Perché no”, dice il gruppo consiliare di maggioranza “Cadoneghe città e ambiente”. L’unione tra Comuni di piccole e medie dimensioni, a detta del gruppo che sostiene il sindaco Mirco Gastaldon, è la strada da percorrere per il futuro, per spendere meno e garantire i servizi ai cittadini. “Nel sito dell’Anci, – scrive il gruppo consiliare – si legge che due cittadine toscane, Figline Valdarno (17.500 abitanti) e Incisa (6.300 abitanti) sono prossime alla fusione: diventeranno un unico Comune con 24 mila abitanti e potranno garantire, nonostante i tagli ai bilanci locali, gli stessi servizi ai cittadini. Cadoneghe da cinque anni ha stretto con Vigodarzere un patto che si chiama Unione Medio Brenta, arrivata ora a fornire numerosi servizi con significativi risparmi”.
Lo stesso sindaco di Vigodarzere Francesco Vezzaro ha sottolineato più volte che, in merito a questo tema, il dibattito sulle unioni e fusioni dei Comuni non è cosa nuova. Risale ad almeno vent’anni, a partire dalla legge 142/90, quando si parla già di unioni destinate a diventare, di lì a breve, effettive fusioni. Il sindaco ricorda anche quello che è già una realtà: l’Unione Medio Brenta con i suoi 29 mila abitanti complessivi (16 mila Cadoneghe, 13 mila Vigodarzere), 32,76 km quadri di estensione territoriale, 2.782 imprese. Il preventivo 2011 prevede 3,6 milioni di euro di spesa. Le funzioni associate sono otto (record regionale) a fronte di una media di 4,5 servizi condivisi (trend in crescita). Ah, “Cadonarzere o Vigodoneghe?” Non è ancora detta l’ultima, si accettano proposte.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

Le più lette