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Finti disabili e accattoni molesti, nel mirino

Este dichiara guerra agli accattoni molesti e ai finti disabili. Il sindaco Giancarlo Piva ha firmato un’ordinanza che, alla pari di altri Comune padovani, punisce quanti chiedono l’elemosina in maniera insistente e chi finge di essere menomato per ottenere qualche spicciolo. L’ordinanza è la numero 97 del 2012 ed è intitolata “misure di contrasto al degrado urbano causato dall’accattonaggio e mendicità molesta”. Il provvedimento arriva ad Este dopo l’accesa discussione scaturita in seguito all’aggressione toccata a monsignor Luciano Carraro, parroco del duomo aggredito durante una messa da un accattone piuttosto molesto.
“Negli ultimi tempi abbiamo registrato un notevole incremento di soggetti che nei parcheggi, agli incroci ed in altri luoghi di particolari afflusso veicolare e pedonale, richiedono denaro, talvolta in forma anche invasiva, bloccando i passanti e ostacolando la libera circolazione — racconta il sindaco Piva – Questa forma di mendicità molesta viene svolta anche con atteggiamenti ripugnanti ed indecorosi, simulando malformazioni e difficoltà di deambulazione al fine di suscitare un sentimento di pietà”. Il fenomeno era stato più volte segnalato anche dai rappresentanti comunali della Lega Nord. Più volte, poi, negli ultimi mesi sono stati messi in atto blitz e incursioni delle forze dell’ordine negli edifici fatiscenti del territorio comunale (l’ex Consorzio agrario e le vecchie Officine Negrello, su tutti), e qui sono stati trovati e identificati numerosi senza tetto, gli stessi che quotidianamente si vedono per strada.
L’Idv di Este aveva inoltre chiesto di posizionare, nei giorni di mercato cittadino, carabinieri e agenti nella stazione dei treni e nel terminal dei bus, per tamponare l’arrivo degli accattoni che spesso e volentieri provengono da Padova con i mezzi pubblici. L’ordinanza è quindi l’ultimo atto di un lungo e acceso percorso.
Concretamente, il provvedimento vieta “la richiesta di elemosina o di offerte su tutto il territorio comunale, nei luoghi pubblici e aperti al pubblico, ivi compresi all’ingresso e nelle adiacenze delle strutture ospedaliere e dei luoghi di culto, all’ingresso, nelle adiacenze e all’interno delle aree cimiteriali, nelle aree monumentali, nei luoghi di pregio storico o turistico, nonché davanti agli edifici ad uso pubblico, agli istituti scolastici, nei parchi e nelle aree verdi e all’ingresso dei pubblici esercizi”. Stesso divieto vale per l’accattonaggio molesto, soprattutto per chi ostenta piaghe e menomazioni, e pure per chi promuove raccolte di fonti e richieste di firme non autorizzate.
Chi trasgredirà all’ordinanza, si legge nel documento, rischia le sanzioni previste dall’articolo 650 del codice penale, che prevedono tre mesi di reclusione e 260 euro di multa. Chiude Piva: “Resta comunque fondamentale la collaborazione di tutti i cittadini nel non continuare ad alimentare questo mercato della povertà e dell’illecito”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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