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Opposizioni possibiliste

Non dispiace agli imprenditori di “Alleanza gente produttiva” di Vigodarzere l’ipotesi di un unico Comune, nato dall’accorpamento di Cadoneghe e Vigodarzere. Si tratterebbe, a loro avviso, di un’opportunità, in particolare per riuscire a contenere i costi, a fare economie, a risparmiare denaro da investire nelle opere pubbliche che il Comune non riesce a fare. E l’idea non dispiace nemmeno ai gruppi di opposizione. “Finalmente — affermano alcuni consiglieri — si riuscirebbe, finalmente, a raggiungere delle economie nelle spese”. Unica condizione quella che i servizi siano equamente distribuiti tra le varie realtà e non sbilanciati da una parte a scapito dell’altra.
L’esempio diretto lo portano i consiglieri di opposizione con Adolfo Zordan e Enrico Pavanetto. Nel mirino, ancora una volta, i Unione Medio Brenta. “Un dato tra tutti sullo sbilanciamento? Prendiamo i Vigili. — affermano i due consiglieri – Il fatto che pattuglino di più Cadoneghe rispetto a Vigodarzere non è un mistero”. Un tema più volte affrontato ad Zordan e Pavanetto che portano anche dei dati. “Secondo i numeri che ci ha fornito la stessa Unione i Vigili vengono nel nostro Comune solo per elevare multe”. Le violazioni al Codice della strada contestate nel 2011 a Vigodarzere sono state 648, mentre a Cadoneghe 2464; 929 i punti decurtati a Vigodarzere e 11 le patenti ritirate, contro i 4154 punti e 18 patenti ritirate a Cadoneghe. Unica convergenza i dati riguardanti gli autovelox: 3018 rilevate a Vigodarzere e 3062 a Cadoneghe.
Rimane poi aperta anche un’altar questione, quella delle forze dell’ordine, nel caso dei due Comuni i carabinieri. Già sarebbe in cantiere che Cadoneghe, Vigodarzere e Limena diventino un’unico comando con un’unica caserma. Zordan e Pavanetto, allora, rilanciano: “Cadoneghe ci ha già “scippato” i vigili, faremo di tutto perché non accada anche per i carabinieri. La nostra proposta è allora questa: perché non sistemare la caserma di Vigodarzere che ha i numeri per poter essere ampliata così da poter ospitare i carabinieri di tutte e tre le stazioni?”.
Per i consiglieri, infine, alla base di questa nuova realtà ci sarebbe, piuttosto, una precisa strategia politica da parte di alcuni per il controllo unico entrambi i territori, già uniti dal Piano regolatore.
Nella proposta di fusione presentata in Regione la relazione si apre con questa premessa: “Nel romanzo “Le città invisibili” di Italo Calvino, Marco Polo descrive a Kublai Khan una serie di città incontrate nel corso dei suoi viaggi. Una di queste mostra le sole tubature dell’ acqua che, si intuisce, appartengono a case invisibili; un’ altra appare come una medaglia a due facce, apparentemente uguali, in realtà speculari: una città vive il giorno, l’ altra la notte; se nella prima c’è chi è felice, nell’altra il suo doppio piange. Un’ altra città , infine, è costituita solamente dalla rete invisibile di relazioni personali, d’ uso, di lavoro che collega fra loro i suoi abitanti. Le città fantastiche descritte da Marco Polo, paiono oggi convivere tutte all’interno del medesimo contesto, sempre più spesso isolate su piani separati e prive di comunicazione”. Sarà davvero la fusione l’unica strada possibile per sopravvivere?

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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