Home Veneziano Cavarzere Partito democratico, la stabilità vacilla

Partito democratico, la stabilità vacilla

Ad un anno circa dall’elezione del sindaco Henri Tommasi, la stabilità del Pd vacilla. Il circolo locale sta attraversando un periodo piuttosto bollente: le tensioni si sono palesate apertamente, già dall’aula del consiglio comunale, mettendo in luce due “fazioni” nettamente contrapposte. Da una parte ci sono i sostenitori dell’assessore all’Urbanistica Otello Piazzon, che respingono l’attacco diretto e “strumentale” avvenuto nel consiglio comunale di giovedì 7 giugno, nel quale se ne sfiduciava l’operato. Dall’altro lato si schierano invece gli affezionati (primo tra tutti Fabrizio Bergantin) del giovane Mauro Contadin, che lo difendono dagli attacchi di quanti ravvisano una conduzione personalistica del partito, compreso il conflitto d’interessi delle due presidenze, quella del partito e quella del consiglio comunale. La miccia è esplosa ufficialmente allorchè Marzia Tasso, capogruppo del Pd in consiglio, dopo la presentazione del punto due al Piano di interventi, presentato da Piazzon e più volte interrotto, legge un documento in cui si sfiducia l’operato del vicesindaco.
“Più volte abbiamo chiesto all’assessore di convocare una commissione, cosa che non è mai avvenuta”. In pratica, i consiglieri comunali ne riscontrerebbero una gestione personalistica del relativo assessorato. Piazzon tuttavia non rimane sorpreso della sfiducia, dal momento che la crisi interna imperversa da alcuni mesi.
Il portavoce dei fedelissimi di Piazzon, Leandro Rubinato, respinge l’attacco, definito “irresponsabile” così come il comportamento dei quattro consiglieri del Pd, che avrebbero messo in difficoltà l’intero partito e l’amministrazione comunale. Piazzon conferma il pieno sostegno all’attività del sindaco Tommasi e si dice comunque sereno. Frattanto è autoconvocata un’assemblea degli iscritti del Pd che sfiducia l’operato del segretario Contadin: ne esce un documento in cui gli si attribuisce una “gestione personalistica” del partito, a partire dallo scambio di cariche tra lui e Bergantin, poiché il cumulo di incarichi sarebbe incompatibile a norma di statuto e codice etico del Pd. Nel documento del 10 giugno si parla di mancanza di una gestione unitaria del partito, così come della convocazione del direttivo “impedendo di fatto qualsiasi partecipazione e discussione dell’organismo dirigente sulle scelte”. Questo atteggiamento avrebbe comportato “l’annullamento di ogni possibile confronto” su vari temi, sull’azione programmatica, sulle proposte ai problemi della città. Contadin avrebbe sostituito l’organismo dirigente eletto dagli iscritti “con un gruppo di lavoro da lui nominato in violazione delle regole partecipative e di rappresentanza stabilite dallo statuto e dal codice etico”. La stessa scelta di chiudere la sede, dopo le elezioni, appare “incongrua”. Altra lacuna: l’assenza di informazione sulle risorse finanziarie, dalla nomina del tesoriere di fiducia in poi, violando il codice etico. Inoltre si critica il comportamento “incoerente” di parte del gruppo consiliare, come la richiesta di dimissioni degli assessori Zulian e Piazzon. Ne deriverebbero comportamenti “ostativi su progetti di interesse per lo sviluppo della città”. Si menziona infine un altro assessore, Ezio Bettinelli, che in giunta “o vota contro o si assenta sulle deliberazioni di alcuni altri assessori, tra cui quelle relative al lavoro del suo stesso compagno di partito”. L’esortazione ai consiglieri comunali è perciò il rispetto del mandato elettorale.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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