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Prima casa “risparmiata”

Il primo appuntamento per pagare l’Imposta municipale unica (Imu) è stato, per tutti i proprietari di immobili, lo scorso 18 giugno. Il Parlamento ha convertito con la legge 44/2012 il complicato decreto sulle semplificazioni fiscali introducendo alcune novità e correzioni che riguardano il coniuge assegnatario dell’immobile, la dichiarazione Imu, gli immobili ex Iacp, gli anziani, le cooperative edilizie, gli immobili storici (inabitabili e inagibili), le aliquote e i versamenti.
Inoltre, ha introdotto il limite di una sola abitazione principale per nucleo familiare (in modo da evitare più abitazioni principali tra coniugi nello stesso Comune). Nei giorni scorsi si sono registrate diverse situazioni a dir poco semplici anche nel comune di Vigonza, dove contribuenti e amministratori locali si sono trovati di fronte a una difficile disciplina da inquadrare e da applicare.
Entro il 18 giugno hanno infatti dovuto versare l’acconto della nuova tassa, ovvero la prima rata, applicando le aliquote base, e le relative detrazioni. Con la seconda rata ci sarà il conguaglio in base alle aliquote stabilite ed approvate dal Consiglio comunale la primavera scorsa, che prevede un 3,70 per mille per l’abitazione principale (la cosiddetta prima casa), 10 per mille di aliquota per i fabbricati, 1 per mille per le unità immobiliari ad uso strumentale (riguardante l’attività agricola e rurale, ad esempio stalle e fienili), 7,60 per mille per le altre unità immobiliari (tra queste le abitazioni non principali, e i terreni agricoli). Inoltre a seconda della situazione privata di ogni nucleo familiare sono state previste delle detrazioni da applicare all’importo totale dell’Imu, che vanno dai 50 euro fino ad arrivare ai 400. L’entità dell’acconto varia in base alla tipologia di immobili: sull’ appartamento utilizzato come abitazione principale si può scegliere l’acconto di un terzo, per le seconde case è il 50%, sui rurali strumentali è il 30%. Il versamento dell’Imu per l’anno 2012 deve essere eseguito in due rate (alternativamente in tre rate solo per l’abitazione principale), e le prossime date di scadenza sono: il 17 settembre 2012, esclusivamente per l’abitazione principale (e relative pertinenze) si deve versare la seconda rata di acconto pari ad 1/3 (33,33%) dell’imposta dovuta, per chi opta per il pagamento suddiviso in tre rate, calcolato con le aliquote di base, e il 17 dicembre 2012, con l’ultima rata nella quale si dovrà versare il saldo pari all’imposta dovuta per l’intero anno, calcolata con le aliquote e le detrazioni dell’anno corrente, ridotta dell’imposta versata in acconto. Una cosa è certa: l’aggravio d’imposta si farà sentire al crescere della rendita e del reddito.
“L’istituzione dell’imposta municipale è stata anticipata, in via sperimentale, a decorrere dall’anno 2012, ed è applicata in tutti i comuni del territorio nazionale italiano fino all’anno 2014”, così recita il primo comma dell’articolo 13 del Decreto Legislativo n.201/2011. Si tratta di un intervento molto ampio, ma di fatto tutti i Comuni italiani non riceveranno un euro in più rispetto alla vecchia Ici. Anzi, la metà del gettito fiscale, che risulterà essere non derivante dall’abitazione principale (dalle prime case), andrà direttamente nelle casse erariali, ovvero dello Stato.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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