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Servizi integrativi garantiti da settembre

Per l’amministrazione comunale di Vigodarzere l’anno scolastico 2012/2013 è già iniziato. Sono già stati pubblicati sul sito istituzionale i servizi integrativi dell’attività didattica rivolti alle famiglie del territorio.
Molte le novità, a cominciare dall’accoglienza «pre-scuola» fino alla pubblica istruzione. “Le famiglie — spiega l’assessore Lisa Zanovello — potranno contare su un servizio di accoglienza che precederà di trenta minuti l’inizio delle lezioni. Questo servizio è stato istituito a vantaggio dei genitori che debbano raggiungere anzi tempo il luogo di lavoro”.
Accanto al pre-scuola sono stati attivati presso la sede della “Don Bosco” a Vigodarzere e della “Domenico Savio” a Terraglione altri servizi integrativi. Nella prima sede funzionerà anche su cinque giorni la settimana, in base alle richieste, un servizio di refezione con successive attività di scuola integrativa, così da estendere la presenza degli alunni anche al pomeriggio.
Nella frazione di Terraglione Comune e istituto comprensivo hanno strutturato su 5 giorni (anziché 6) l’organizzazione oraria delle prossime prime classi, garantendo nei due giorni di rientro la sorveglianza mensa. “Anche per le altre classi seconda, terza e quarta – precisa l’assessore Zanovello — sono previsti servizi integrativi per tre giorni la settimana, comprensivi di servizio di refezione e comprendenti attività di doposcuola per due giorni la settimana e un terzo giorno di attività motoria”.
L’avvio di tutte le attività integrative è condizionato al raggiungimento di un numero minimo di richieste dal quale dipende anche la tariffa. Per questo nel sito www.vigodarzerenet.it sono state proposte anche le diverse soluzioni tariffarie accanto ai moduli di iscrizione che dovranno pervenire in Comune entro il prossimo 15 luglio.
Dall’altra parte netta presa di posizione dei genitori su laboratori e attività integrative. Con tanto di referendum sono stati almeno mille i genitori chiamati a esprimersi. Di questi circa la metà si è dichiarata per il «no», anche se di poco. Le famiglie, insomma, non sono intenzionate a pagare di tasca propria i laboratori e le attività integrative sempre garantite, sino a oggi, dalla scuola grazie al contributo economico del Comune.
Il sindaco Francesco Vezzaro aveva dichiarato che, per problemi di disponibilità di cassa, sarebbe stato costretto a dare all’istituto comprensivo meno della metà dei soldi erogati l’anno scorso.
Dopo quanto dichiarato dal sindaco i genitori avevano deciso di confrontarsi tra loro: a rispondere «sì» doveva essere chi era disposto a versare una somma a inizio anno alla scuola per pagare questi laboratori; a dire «no» quanti non intendevano farlo, per problemi economici o per la convinzione che la scuola pubblica debba rimanere tale senza chiedere ulteriori apporti economici ai cittadini che già la pagano con le loro tasse. Vittoria dei «no», ma non schiacciante: su 977 famiglie hanno risposto in 450 e di queste 234 hanno dato parere negativo, 213 positivo.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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